LORELLA PAGNUCCO SALVEMINI, DIRETTORE RESPONSABILE DI ARTEiNWorld

“Il Padiglione Italia strepitoso? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora, mi riservo il diritto di dubitare”.

 

 

 

 

VITTORIO SGARBI: “UN RISULTATO STIMOLANTE”

“Dal Padiglione Italia ho cominciato la mia visita alla Biennale, e devo riconoscere che il risultato è stimolante, notevole, e nella sua parte terminale, autenticamente magico. […]

Per il momento una impressione indiziaria, non avendo compiuto tutto il percorso fino ai Giardini; ma una singolare considerazione: in tutta la Biennale non c’è un solo dipinto”.

Vittorio Sgarbi, mercoledì 10 maggio,“Il Giornale”

LUCA BEATRICE: “VIVA GLI ARTISTI VIVA”

“Una mostra potente ma non noiosa, impegnata ma non saccente, sorprendente ma priva dell’effetto luna park che punta tanto sulla trovata e poco sulla sostanza. Che mette al centro della riflessione l’artista prima ancora dell’opera: e qui non c’entra più il suo ruolo pubblico di saltimbanco, né quello di traduttore in immagini della sociologia e della cronaca. L’artista, secondo la curatrice Christine Macel, è innanzitutto un solitario, un uomo o una donna che chiede e pretende uno spazio privato per riflettere, pensare e solo successivamente elaborare il proprio manufatto”.

Luca Beatrice, mercoledì 10 maggio, “Il Giornale”

MARCO NEREO ROTELLI: “GIOIELLERIA NARDI, IL GIOIELLO COME ARTE”

“Il gioiello è ornamento in quanto manifestazione del bello che, una volta indossato, si trasforma in una qualità aggiunta alla persona e un rafforzamento dell’identità che passa attraverso il virtuoso. Così il gioiello esprime in modo tangibile l’ideale di bellezza assoluta, il riconoscimento della spettacolarità nel piccolo, quasi un ossimoro, per ricordare un lusso necessario nel e per l’essere.

Le vetrine della Gioielleria Nardi nel Padiglione Venezia, dedicato al lusso, ci racconta questo, con una corrispondenza fra disegno e cosa, fra metafora e storia.

In un’elegante vetrina che ci ricorda le antiche lanterne veneziane i Mori di Venezia, il gioiello più rappresentativo di Nardi, ci appaiono come metafora viva, condensazione di una storia nella bellezza, piccola meravigliosa scultura che ha la capacità di meravigliarci e interrogarci.

Qui come non mai l’artigianato si fa arte poiché l’arte crea gli oggetti secondo una logica che non è altro che un’estensione delle potenzialità. L’arte della gioielleria è antica quanto l’uomo ma l’idea del gioiello come arte è un orizzonte non ancora del tutto scoperto. Nardi con sobrietà ed eleganza lo rende visibile”.

 DEMETRIO PAPARONI: “NOTEVOLE IL PADIGLIONE DELLA GERMANIA”

FRANCESCO MUTTI: “UNA BIENNALE PROPOSITIVA, CHE ESORTA GLI ARTISTI A OSARE SENZA TIMORE”

“Una Biennale propositiva. Una Biennale che esorta gli artisti a osare senza timore, in viaggio verso la semplicità dell’idea. Una Biennale da vivere in prima persona e che invita a farsi umili protagonisti anonimi di un’esperienza aperta, che guarda a un futuro di collaborazione e condivisione. Un consiglio sincero per tutti coloro che ancora credono a un’arte solo mentalista o autorevole perché eredità del recente passato. Il resto del mondo sembra saperlo da tempo. E l’Italia? L’Italia vorrebbe schiarirsi la voce e accennare il do di petto che strappa gli applausi: ma la dimensione sacrale a cui vuole attrarre è cattedrale di aria compressa e plastica, androne di tubi innocenti. Scatole di montaggio ed elitari percorsi iniziatici – da intraprendere da soli o in coppia – dei quali sinceramente, visto lo spirito comunitario, avremmo fatto anche a meno. E alla fine rimane solo l’idea di un candido agnellino che vuole ululare alla luna”. 

ROBERTO MILANI SU “LA STANZA PRIVATA DELL’ARTE”: “SUA MAESTÀ LA BIENNALE DI VENEZIA”

Il padiglione Italia, già da solo merita la visita.
[…] Nello specifico il lavoro di Roberto Cuoghi, che troverete allestito all’interno del padiglione tricolore, è a dir poco impressionante!
[…] L’Arsenale, (forse un po’ troppo colmo) meriterebbe da solo, il tempo di “perdersi” per una giornata intera. I Giardini anche di più!
[…] Kiki Smith ai Giardini: favolosa!

SOGNO O SON DESTA?

“FRAMMENTI” DEL PADIGLIONE ITALIA NEL VIDEO DI FRANCO FONZO

Pubblicato da Franco Fonzo su Venerdì 12 maggio 2017

LE MANI GIGANTI DI LORENZO QUINN

GIUSEPPE PORTULANO, ARTISTA

“I curatori forse si credono artisti o registi, ma i movimenti non si creano a tavolino .. ma influenzano e condizionano democraticamente migliaia di artisti per la loro bellezza e non perché è stato deciso così…”

 

 

 

 

 

 

 

 

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