Lisa Borgiani Studio/project Bauhaus Master’s House, 2020

Progetto per l’installazione nella Master’s House

 

Il primo aprile del 1919 apriva a Weimar lo Staatliches Bauhaus – nome e istituzione ideati da Walter Gropius richiamando il termine medievale Bauhütte, la loggia dei muratori – che è stata non solo una scuola di arte e design ma, erede delle avanguardie d’anteguerra, anche il punto di riferimento fondamentale per tutti i movimenti di innovazione nel campo del design e dell’architettura legati al razionalismo e al funzionalismo, nell’alveo del movimento moderno. In occasione di un bando lanciato per il centenario della scuola, Lisa Borgiani prosegue nella ricerca di installazioni che si collocano fra arte e architettura, proponendo un nuovo capitolo nello sviluppo dell’Arte della rete, metodologia di intervento artistico che parte dal rapporto con l’architettura per delineare nuovi spazi leggeri e reversibili fondati su un rinnovato rapporto fra tecnologia e cultura. Il luogo è la casa dei docenti, quella Master’s House dove vivevano e lavoravano gli insegnanti negli anni della fondazione, rendendo la visione del movimento moderno una reale condizione di vita completa in tutti i suoi aspetti.

 

L’arte della rete diventa punto di incontro tra scienza, razionalismo e architettura

 

In continuità con l’esperienza innovativa e di ricerca del Bauhaus, il punto di partenza dell’Arte della rete è in questo caso il superamento della modularità che, nell’installazione nella casa dei docenti, viene intesa come sistema di processi e non regolamentazione di dimensioni o forme. Il processo di messa in tensione della rete – sfruttando e traendo ragione d’essere dai punti presenti nell’architettura – per mezzo dell’azione dell’artista (e del pubblico) crea la dimensione e la forma sempre diversa da se stessa, nel tempo e nello spazio, ma sempre uguale nel processo creativo che ha al suo interno l’innovazione continua, proprio come innovativo era il processo del moderno interpretato dal Bauhaus stesso.

 

Un processo creativo che ha al suo interno l’innovazione continua, tipicamente moderna

 

L’Arte della rete è punto di incontro, nell’architettura, delle arti e delle scienze che, grazie all’uso di layers che – in trasparenza – si dipanano nei volumi, dà nuova forma allo spazio determinato dall’azione artistica grazie alle leggi della fisica e della meccanica messe in moto dall’azione imprevista ed imprevedibile della luce, degli agenti atmosferici, del pubblico. Il tessile, dipinto dal colore della pittura, prende forma in una performance che si svolge come sullo stage di un teatro, quello razionale dell’architettura, e, grazie alla musica del tempo, viene scritto dalla luce, dalla foto-grafia, nello spazio. Nella proposta che interessa gli spazi comuni della casa, tutto questo può essere sperimentato dal pubblico che lo fa proprio in una esperienza sensoriale che viene misurata in modo sperimentale e scientifico, e così riprodotta in un database che ne tiene memoria e testimonianza, come lo spartito della performance, unica e irripetibile. L’Arte della Rete specifica così il significato di collettivo nel senso di partecipato. L’artista è medium della compartecipazione del pubblico all’opera. La rete è il medium dell’opera, la forma è la sua espressione e la forza è la sua quantificazione, mentre lo spazio della architettura razionale ne è l’ambiente naturale di espressione.

Alessandro Colombo

 

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