“La pittura è colore”: una poetica di semplice purezza

A Nizza, sua città natale, il giovane Yves Klein ammira il cielo del Mediterraneo e vi scopre la sua ispirazione. La purezza del blu lo invade e diventa il tema principale della sua carriera. Per lui, “la pittura è colore”, materia visibile che cerca di liberare e magnificare nella sua forma più pura. L’Atelier des Lumières ripercorre fino al 3 gennaio 2021 la genesi di questo percorso nella mostra: “Yves Klein, l’infini bleu”, in parallelo all’esposizione “Monet, Renoir…. Chagall. Voyages en Méditerranée”, dedicata all’ispirazione mediterranea negli artisti a partire dall’impressionismo. Primo centro d’arte digitale a Parigi, realizzato in una fonderia del XIX secolo, l’Atelier des Lumières propone eventi che immergono il pubblico nell’universo pittorico dei grandi maestri della storia dell’arte. Dalla sua apertura nel 2018, lo spazio ha ac colto 2,6 milioni di visitatori ed è diventato un luogo irrinunciabile del panorama culturale della capitale francese. I suoi creatori, Gianfranco Iannuzzi, Renato Gatto, Massimiliano Siccardi e Luca Longobardi, fondono luci e suoni in un’esperienza sensitiva totalizzante. In una decina di minuti, l’installazione sprofonda il visitatore nella poetica di Yves Klein, attraverso la selezione di 90 opere e 60 immagini d’archivio, scavando nella materialità e nella sensibilità dell’artista con l’accompagnamento della musica. Il racconto comincia in un salone d’arte contemporanea della Parigi degli anni ‘50 per partecipare a una performance di Klein e scoprire le sue prime opere, i Monocromi.

Sopprimendo la diversità dei colori, un temporale di pigmenti blu invade lo spazio e trasporta i visitatori in un mondo nuovo, in cui l’IKB (l’International Klein Blue) diventa la firma dell’artista. Poi i paesaggi cambiano e si fanno onirici, foglie d’oro danzano sulle superfici, svelando i riflessi fiammeggianti dei Monogolds e dei Monopinks. Un salto spaziotemporale trasporta i visitatori nell’atelier dell’artista, dove le sue collaboratrici, che lui chiama “pennelli viventi”, si muovono sulla tela lasciando apparire l’impronta dei loro corpi. Quindi il sito si accende, forme inedite zampillano dai muri e il potere distruttore del fuoco si muta in potenza creatrice. In ultimo, la luce si smaterializza e l’atmosfera tende all’infinito, come a richiamare la confessione dell’artista prima di morire nel 1962 a soli 34 anni: “E ntro nel più grande atelier del mondo. E ne f arò delle opere immateriali”. Per Yves Klein i colori sono esseri viventi, abitanti dello spazio. L’esperienza all’Atelier des Lumières permette di provarlo.

Yves Klein,
L’infini Bleu
Atelier Des Lumières
Parigi
Prodotto da The Cutback Design Studio
Fino al 03/01/2021

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