Venezia: Dialoghi contemporanei con Tintoretto a ca’ d’oro

Quant’è moderno Tintoretto

Dialoghi contemporanei con Tintoretto” è il titolo dell’esposizione organizzata per il cinquecentenario della nascita ospitata a Venezia a Palazzo Ducale, alla Galleria Giorgio Franchetti e alla Ca’ d’Oro, fino 7 gennaio. La mostra è curata da Luca Pratesi e organizzata dal Polo Museale del Veneto, dalla Fondazione Musei Civici e da Zuecca Project. Si suddivide in due sezioni: “Volti” e “Storie”, che prendono spunto dalle differenti tipologie dei lavori del maestro, creando una connessione con le opere di artisti contemporanei.

La Galleria Giorgio Franchetti, da cui è consigliabile iniziare la visita, custodisce il Ritratto del Procuratore Nicolò Priuli, eseguito intorno al 1549, opera giovanile ma di notevole qualità fisiognomica. Le opere degli artisti contemporanei compongono una campionatura di immagini inquietanti o monumentali, legate alla tradizione o irriverenti, per tratteggiare una panoramica di lavori realizzati da punti di vista differenti, in un dialogo stimolante e a tratti sorprendente con Tintoretto. Da qui le connessioni con il protagonista di Nostalgia (2011), dell’inglese Glenn Brown, dipinto che rimanda alla pittura del ‘500, con pennellate artificiali e quasi psichedeliche di colori accesi e fluorescenti. I ritratti di Roberto Cuoghi tendono invece ad esasperare i caratteri somatici del soggetto: in Senza Titolo (2009) l’uomo ha l’aspetto di una sorta di santo contemporaneo in versione punk, con dei segni di puntura intorno all’occhio sinistro semichiuso. Untitled (2011) del rumeno Victor Man raffigura un giovane dall’aspetto misterioso, con un’espressione malinconica, sospesa in un tempo indefinito. Assertivo e arrogante il Napoleon, crowning himself emperor (2017) del cinese Yan Pei-Ming, in cui emerge il lato eccessivo, quasi grottesco, dell’imperatore francese mentre si autoincorona.

A Palazzo Ducale, tappa conclusiva del percorso, sono di scena i lavori di Emilio Vedova Non Dove’87 e …Dagegen…1987-’95: dei grandi dischi ispirati alla cupola della basilica della Salute, dipinti in maniera libera e gestuale con toni e colori ispirati ai teleri di Tintoretto. Per Vedova, Iacopo Robusti è stato molto di più di un antico maestro di riferimento, costituendo il supporto principale per la sua formazione. Le opere innescano un dialogo che permette di indagare l’importanza esercitata dal Tintoretto su Vedova. “Tintoretto aveva i contenuti”, sosteneva il maestro del novecento veneziano, gli stessi sui quali riflettono i tredici artisti della mostra “Contemporary Tintoretto”.

 Artisti: Michael Borremans, Glenn Brown, Roberto Cuoghi, John Currin, Chantal Joffe, Victor Man, Yan Pei-Ming, Matthew Monahan, Wangechi Mutu, Celia Paul,
Markus Schinwald, Josh Smith,
Emilio Vedova.

Sedi:
Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro / Palazzo Ducale

Info:
info@zueccaprojectspace.com

Antonella Piazzolla

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