URSULA CASAMONTI: FIGLIA D’ARTE, DIRIGE LA TORNABUONI ART LONDON – DAUGHTER OF ART, THE HEADS TORNABUONI ART LONDON

0

di ISOTTA BOCASSINI – Figlia d’arte, dopo una lunga esperienza nelle gallerie di famiglia, nel 2015 Ursula Casamonti inaugura la “Tornabuoni Art London”.
Ursula, la sua vita è intrisa d’arte.
Mio padre mi ha cresciuta in un ambiente in cui l’arte è protagonista. Già a 15 anni partecipavo alle fiere e ascoltavo curiosa le storie dei tanti collezionisti che entravano nei nostri spazi espositivi. La scelta di una laurea in storia dell’arte alla facoltà di Siena ha segnato questo percorso suggerito da un padre, ma scelto per amore e passione.
Il lavoro del gallerista è cambiato?
Negli ultimi 20 anni si è ribaltato. Sono cambiate le collezioni, i gusti, i modi di esporre, i metodi di negoziazione e anche la tecnologia. Insomma, ho iniziato un lavoro e adesso ne faccio un altro. Resta immutabile la storia dell’arte: l’innovazione, la nuova espressione e la progettualità di un artista è un’azione che rimane nel tempo…

 

URSULA CASAMONTI, FOLLOWING IN HER FATHER’S FOOTSTEPS, IS THE MANAGER OF TORNABUONI ART LONDON

by ISOTTA BOCASSINI – Ursula Casamonti, for whom managing art galleries runs in the family, starts a new business in 2015, after a long experience in the family galleries, inaugurates “Tornabuoni Art London”.
Ursula, your life is permeated with art.
My father raised me in an environment where art plays a leading role. As young as a 15 year-old girl I would attend art fairs and was intrigued by the stories told by the many collectors who visited our galleries. Even though my father drove me towards this career it was my enthusiastic choice to sign up to a Bachelor’s degree in Art History at Siena University.
Has the gallerist job changed?
In the last 20 years the job has overturned. Collections have changed, along with the exhibiting trends, negotiating methods and even technology. In other words, I started a career and now I’m doing a different job. Art history, on the contrary, stays unchanged: innovation, artists’ new languages and their mission last over the years…

No comments