Lorella Pagnucco Salvemini

Lorella Pagnucco Salvemini, artista per passione, storica per… tradizione

Difficile essere una persona normale quando, alle spalle, hai un antenato, il fratello del nonno Antonio, che si chiama Gaetano Salvemini, storico, antifascista, tra i fondatori di Giustizia e Libertà, studioso e sostenitore della questione meridionale. Eppure lei, Lorella Pagnucco Salvemini, veneziana di nascita, pugliese di origine, versiliese di adozione, è stata sempre educata, proprio per quei suoi natali, ad una concezione della vita che fosse sia estetica sia etica. Una donna che, tanti anni fa, ancora bambina e, poi, adolescente, era solita accompagnare i propri genitori alle mostre di arte in giro per l’Italia e, successivamente, ad ascoltare la spiegazione degli argomenti che costituivano l’oggetto delle rappresentazioni stesse. Una famiglia, la sua, che le ha insegnato ad amare la danza e la musica oltre all’arte.

In un mondo dove si fa fatica a ricordare persino ciò che si è letto – e nel peggiore dei casi anche mangiato – il giorno prima, Lorella Pagnucco, al contrario, possiede una bacheca della memoria in cui gli aneddoti relativi al suo illustre parente potrebbero andare a completare le testimonianze sulla sua figura. Appassionata di tutto ciò che fa cultura, ma anche della semplicità e della manualità – mia mamma mi diceva insegnandomi a pulire in casa, che chi non sa fare non sa comandare – pubblica la rivista Arte in World, giunta al suo 31 anno di edizione, sciroppandosi ogni anno oltre 40 mila chilometri in auto su e giù per lo stivale alla ricerca di sponsor e per diffondere il suo pensiero: “La nostra missione è sempre stata portare la comprensione dell’arte contemporanea alla portata di tutti. All’arte, almeno fino all’800, si chiedeva soltanto di essere bella e immediatamente comprensibile. Successivamente è divenuto più arduo comprenderla nel senso che richiedeva una maggiore partecipazione e dedizione, anche sotto il profilo della conoscenza e dello studio. L’arte contemporanea, infatti, richiede uno sforzo conoscitivo superiore rispetto all’empatia immediata propria dell’arte moderna. Anche se è vero che molti artisti contemporanei si divertono a non farsi capire con un’aria un po’ snob e intellettuale e si vantano di sentirsi superiori alle masse e non compresi”.

“L’arte – prosegue Pagnucco – è affine a noi ed è, in sostanza e nel senso etimologico del termine, un mettere insieme per cui un artista che si vanta di non essere compreso significa che sta fallendo la sua missione che è quella, al contrario, di farsi capire da tutti”.

“Ricorso molti aneddoti di Gaetano Salvemini, la sua ironia, il suo essere curioso di tutto – incalza viaggiando sui binari della memoria – Che cos’è la filosofia?, diceva. Quella cosa con la quale o senza la quale il mondo resta tale e quale. Oppure, ancora: Sai chi è l’intellettuale? E’ una persona istruita in maniera notevolmente superiore rispetto alla sua intelligenza”. C’è, in queste parole, tutta la concretezza di un uomo cresciuto nel sud, a Molfetta, che la vita aveva visto e conquistato passo dopo passo.

Lorella Pagnucco ha un accento tipicamente veneto e delle donne venete possiede la naturale grazia oltre a una riservatezza e ad una eleganza di modi immediatamente percepibile. A Viareggio è giunta tanti anni fa insieme al marito, Giancarlo Calcagni, con cui fondò, nel 1988, l’attuale rivista che nel corso degli anni ha cambiato più volte veste grafica. Arte in World si propone di potenziare sempre di più la internazionalizzazione della rivista, portare l’arte italiana nel mondo e l’arte del mondo in Italia: “Partecipiamo alle tre principali fiere di arte al mondo, Basilea, Hong Kong e Miami. Vogliamo aumentare sempre di più il numero degli articoli provenienti da tutte le realtà del globo e abbiamo corrispondenti un po’ ovunque. Infine potenziare il web, che già adesso raggiunge un numero notevolissimo di lettori, oltre 100 mila utenti”.

La vera passione di Lorella Salvemini è, però, la scrittura, un modo di esprimersi e di esprimere i propri pensieri che l’ha accompagnata per tutta la vita. Nel 1987 pubblicò il suo primo libro per Musumeci Editore, Il linguaggio del corpo. Laureata in storia dell’arte, per Marsilio Editore ha pubblicato due romanzi, Gli occhi sul Samovar premio Massarosa, e Notte in fa minore. Nel 2002 fu la volta di Oliviero Toscani – Benetton, storia di un’avventura. Adesso sta preparando un romanzo storico che altro non è se non la biografia di un cardinale spagnolo nella Napoli del Seicento e, per fare questo, si è sobbarcata ricerche e indagini sul barocco, sulla Napoli dell’epoca, sulla Chiesa e sulla Spagna: “Un secolo, il Seicento, che mi ha sempre affascinato e che a mio avviso è stato poco studiato nel corso dei secoli, schiacciato tra l’Umanesimo e il Rinascimento da un lato, dall’Illuminismo dall’altro. Ecco, io voglio restituire visibilità a quel periodo”.

Domani, mercoledì 7 agosto alle 20 in Capannina al Forte, presenterà con Michele Ciolino e Umberto Cecchi, ex direttore della Nazione, il numero della rivista con uno speciale inserto dedicato, come tutti gli anni e tutte le estati, agli eventi artistici della Versilia. Coordinerà Silvia Toniolo, giornalista.

Aldo Grandi

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