Massimo Barlettani – La passerella delle polemichemassimo-barlettani.

Il lago d’Iseo è diventato un grande campo di battaglia, artisti e critici, politici e sociologi si sono scatenati in una disfida dialettica sul valore artistico, la sostenibilità, l’opportunità di un’operazione di questa natura.

È un’opera d’arte o un’attrazione da fiera paesana ?

È un grande spot pubblicitario per il Bel Paese o un’inutile furbata ?

Il grande successo popolare, con relativi problemi infrastrutturali, ha acceso ancora di più gli animi.

Qualcuno ha visto nell’operazione un servile omaggio a un’importante famiglia e ha perfino sabotato la linea ferroviaria per ritardare l’arrivo dei galleggianti.

Altri hanno criticato l’inutilità culturale della passerella descrivendola come un’occasione persa di valorizzazione del patrimonio artistico locale.

Certo si tratta di effimero, ma non è effimera tutta l’arte contemporanea?

Si sono spesi fiumi di parole per incensare la precarietà dell’arte e adesso ci si scandalizza per The floating pier?

I più sofisticati hanno storto il naso di fronte ad un progetto così “nazional popolare” come se questo rappresentasse una sorta di tradimento artistico.

Di sicuro questa iniziativa si presta a tante speculazioni anche di natura esoterica: intanto camminare sulle acque grazie a Christo apre la porta a battute e considerazioni blasfeme, se poi andiamo a vedere la storiella del diavolo che fa il ponte in una notte e si prende l’anima del primo che lo attraversa e che probabilmente è stato Christo, abbiamo materiale in abbondanza per dare colore e sapore a tutte le polemiche.

Ma, per una volta, non potremmo semplicemente essere felici che un artista sia riuscito a realizzare un’istallazione godibile da tutti e trasformabile in una formidabile operazione di marketing ?

L’arte contemporanea è concettuale e tende a proporsi con altezzosa razionalità, rifugge le facili emozioni, trova nel significato la sua ragione, invece, in questo caso, è l’emozione l’elemento trainante (e questa è già una grande notizia), l’emozione contagiosa di centinaia di migliaia di persone, si stima circa un milione, che passeggiano sulle acque grazie ad un opera d’arte.

Consideriamola una performance che ci fa apprezzare un luogo già pieno di fascino da una prospettiva diversa, un evento che avvicina l’arte contemporanea a un pubblico non educato e quindi non contaminato da elucubrazioni concettuali.

Per una volta, semplicemente, godiamoci lo spettacolo.

by Massimo Barlettani – The floating pier: the pier of polemics

Lake Iseo has become a grand battlefield where artists and critics, politicians and sociologists have unleashed a dialectical clash on the artistic value, sustainibility, and the appropriateness of an operation of this nature.

Is this a work of art or an attraction at a country fair?

Is it an advertisement for Italy as the Bel paese or a useless con game?

Its great popular success, along with the problems surrounding its construction, have enflamed spirits even more.

Some have seen the project as a servile homage to an important family and have even sabotaged the rail line to slow down the arrival of the pontoons.

Others have criticized the cultural uselessness of the pier, describing it as a lost opportunity to bring attention to the local artistic patrimony.

It is certainly epehmeral, but isn’t that true of all contemporary art?

Rivers of ink have been devoted to the precariousness of art today, and now people are scandalized by The floating pier?

The most sophisticated types have wrinkled their noses at such a “national popular” project, as though it somehow betrayed the exclusive standards of art.

This initiative has certainly invited esoteric speculations: walking on water, thanks to Christo, inevitably leads to blasphemous jokes. If we think about the old tale of the devil who builds a bridge all in one night and then seizes the soul of the first to cross—probably Christo himself—we have abundant material for adding color and flavor to all the controversy.

But for once, why can’t we simply be glad that an artist has succeeded in creating an installation that can be enjoyed by all, as well as pulling off a formidable marketing ploy?

Contemporary art is conceptual, and tends to present itself with haughty rationality, shunning facile emotions, seeking its motive in meaning. In this case, on the other hand, emotion is the leading factor (already a remarkable fact), sparking the contagious excitement of hundreds of thousands of people (some estimate as high as a million) who walk on water thanks to a work of art. Let us consider it a performance that makes us appreciate an already enchanting locale from a new perspective, an event that brings contemporary art to an untrained audience, uncontaminated by conceptual intellectualizations.

For once, let’s just enjoy the spectacle.

 

 

 

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