Spazialisti a Venezia
Dal 14 luglio al 16 settembre 2018

A cura di Giovanni Granzotto

In alto: Edmondo Bacci, Avvenimento, 1956, olio su tela, 64×99

Gli artisti in mostra alla fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco e del Palazzetto Tito a Dorsoduro sono un unico organismo in cui ognuno è essenziale e tutti hanno una precisa identità. Così come un corpo umano, essi danno vita a una sfera sensoriale che poi entrerà in assonanza con tutte le altre, creando una sinfonia leggera, come una poesia sussurrata. Questo è quanto mi suggerisce la mostra curata da Giovanni Granzotto dal titolo “Spazialisti a Venezia”.

Questo organismo ha una mente: Lucio Fontana, teorico e organizzatore del gruppo. 

Seguono:

  • Vista, Riccardo Licata, che con i suoi alfabeti immaginari costringe l’osservatore a leggere il serrato discorso pittorico delle sue tele.
  • Tatto, Vinicio Vianello, le superfici sferiche delle sue sculture in vetro hanno corpo e consistenza, sono palpabili e tattili. (please touch!)
  • Olfatto, Virgilio Guidi, dai suoi paesaggi lagunari si riesce a sentire l’odore pungente dell’umidità e della salsedine, si può respirare a pieni polmoni la compattezza della nebbia veneziana. 
  • Gusto, Tancredi, perché anche i colori hanno un sapore, e ogni guizzo di colore scaturito dal suo pennello va gustato.
  • Udito, Ennio Finzi, che a partire da riflessi luminosi è giunto ad utilizzare un segno dalla intensa connotazione musicale, una vera grammatica del suono. 

Cesare Orler

Related Post