Carlo Sciff
semel in anno licet insanire

Sala degli Archi
Fortezza Nuova
Livorno

A cura di Francesco Mutti

dal 10/05 al 10/06


Mai pratica fu più italica quanto quella di saper sorridere ai malanni dell’esistenza sostituendo alla sopportazione impavida dei colpi della fortuna ostile una più beffarda presa di posizione che custodisca in un unico gesto cause, effetti, soluzioni e proponimenti. Carlo Sciff – poeta aulico e disincantato osservatore della scena contemporanea – si fa interprete di una colta provocazione che diviene creatività.

SEMEL IN ANNO LICET INSANIRE è dunque licenza di “uscire di senno”. Solo una volta, desiderata, stabilita, vissuta. Ma nella quale aver ben chiaro il presente e le sue conseguenze. È libertà dal falso buonismo, bigotto e inebetito con un’espressione sorniona sul volto. È desiderio di rivalsa nei confronti di una società che tenta di tutto pur di livellarsi verso il basso. Oggetti e corpi modellati dunque, canone iconico di stile e disegno; e poi le vedute di un Italia che fu, il mare e le donne, ossessione ed incanto.

Arte e religione: ma anche politica e cultura, società e sesso. Con candore e sincerità, il registro ironico di Sciff rimbalza nel Bel Paese facendosi largo tra leggi, inganni, inusitate icone e una costante attenzione al populismo imperante che diviene malcapitato simbolo del nostro tempo.

Presentata dall’Associazione Culturale Rossograbau in collaborazione con il Comune di Livorno e con i patrocini della Provincia di Livorno, della Regione Toscana e della Fondazione Livorno, SEMEL IN ANNO LICET INSANIRE vede l’artista ligure Carlo Sciff cimentarsi con provocatoria e sottile ironia sugli aspetti più intimi della società italiana, alla ricerca di un’estetica ormai lontana nel tempo che sappia ritrovare nella saggezza aulica un valido strumento per il cambiamento.

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