L’ALTRA COPERTINA [LUCIANO CAPRILE]

La sequenza delle linee e delle forme si traduce in armonia estetica

LA SIMMETRIA È DILATATA E I CROMATISMI SEMBRANO RINNOVARE IL FUTURISMO

UNA RICERCA CHE INTERROGA IL TEMPO PRESENTE, PERVASO DA UNA DILAGANTE TECNOLOGIA

La pittura, interpretata come un processo vivo e vitale, si sviluppa nello spazio e coinvolge le pareti, gli ambienti, gli oggetti. Anche se Fabrizio Campanella non rifiuta nel suo comportamento la spinta delle origini risalenti alle accensioni futuriste degli albori del ‘900 e non trascura altresì le basi culturali dell’astrazione geometrica, la sua ricerca interroga in particolare il nostro tempo tecnologico che esibisce pattern digitali prodighi di sorprendenti sollecitazioni percettive che riescono a dilatare o a tradurre una funzione schematica in espressione comportamentale, in speculare suggerimento cognitivo.

In tal modo, la pittura conquista la superficie e la arricchisce di una funzione estetica che accresce il piacere contemplativo: la sequenza di forme, suscitate dalla semplificazione dell’immagine da perpetuare, si traduce in armonia. Afferma Gianluca Marziani: “L’architettura dei quadri diventa un meccanismo di sintesi che si lega a una stesura piatta: le zone geometriche dialogano su uno stesso livello”. Tale processo caratterizza alcune opere esibite nella presente occasione: egli dilata la ripetuta simmetria di Palyers del 2011 in modo da concedere uno sguardo all’infinito oltre la consunzione delle linee e delle forme.

FABRIZIO CAMPANELLA, Mad Man, 2018 Ph. Giorgio Benni

Lo stesso impulso narrativo viene riproposto in Expanding del 2013: in tale circostanza, le varianti cromatiche suggeriscono ulteriori, seducenti letture anche di natura psicologica. Ma se questi due acrilici trovano il loro equilibrato e speculare processo costruttivo partendo da un elemento geometrico, le composizioni che seguono si avvalgono di una formulazione più dinamica dove “la matrice del dipingere sembra instabile e circolante come se scivolasse lungo correnti multidirezionali. Si spiega così la natura emozionale delle strutture”. Per esempio, Running del 2015 smarrisce il suo fuoco centrale per privilegiare la morbidezza arcuata e avvolgente di due elementi che spingono verso l’alto le modulate frantumazioni di un racconto in misterioso divenire oltre i limiti della tela. E Bataille en rouge del 2017 moltiplica gli archi avvolgenti, suscitati da una reiterata vocazione espansiva, per radunare e disseminare pulsioni cromatiche. Infine, Le fou e Mad man di quest’anno recuperano quell’antico spirito futurista, di cui si è accennato in avvio di discorso, per assorbire e dispiegare nuclei di frastagliata, ritmica e pirotecnica esultanza compositiva. Senza dimenticare il valore ricorrente e dominante della linea considerata “un modulo che determina le geometrie adiacenti contrapposte e conflittuali”.

L’alfabeto pittorico e segnico utilizzato da Fabrizio Campanella moltiplica pertanto la personale capacità di leggere e di interpretare certi comportamenti tecnologici del nostro tempo, alternando l’elemento dinamico a quello sintetico e fornendo, pertanto, a tutti noi stimolanti motivi di riflessione.

Questo articolo fa parte del n. 2/2018 della rivista ARTEiNWorld, acquistabile nella versione digitale o cartacea.


THE OTHER COVER STORY [LUCIANO CAPRILE]

FABRIZIO CAMPANELLA’S ALPHABET OF SIGNS

Evocative Methods of timeless Painting

A sequence of lines and forms turned into aesthetic harmony

SYMMETRY IS DILATED AND CHROMATISMS SEEM TO RENOVATE FUTURISM

THE ARTIST’S RESEARCH  INTO A PRESENT PERMEATED  WITH WIDESPREAD TECHNOLOGY

Interpreted as a living and vital process, painting develops in space and concerns walls, environments and objects. Although Fabrizio Campanella does not reject the influence of early twentieth-century Futurism and does not ignore the cultural grounds of geometrical abstraction, his studies are focused on our technological times and on those digital patterns so full of amazing perceptual solicitations and capable of dilating or transforming schematic functions into behavioural expressions, in a sort of symmetrical cognitive suggestion.

In this way, painting conquers the surface and enriches it with an aesthetic function that increases our contemplative pleasure; the sequence of forms stemming from the simplification of the image that the artist wants to perpetuate is thus turned into harmony. Gianluca Marziani said: “The architecture of paintings becomes a mechanism of synthesis related to a flat structure: geometrical areas communicate on the same level.”

This process concerns the works on display on this occasion; in Palyers (2011) Campanella dilates repeated symmetry in order to allow a view on the infinite, moving beyond the consumption of lines and forms. The same narrative impulse characterizes Expanding (2013), where chromatic variations suggest further charming readings, sometimes of a psychological kind. Whereas the balanced and symmetrical compositional process behind these two acrylics on canvas was developed starting from a geometrical element, the following compositions stem from a more dynamical process, in which “the matrix of painting seems to change and circulate as if it were gliding along multidirectional streams. This explains the emotional nature of these structures.” For instance, Running (2015) loses its central focus to privilege the curved and enveloping softness of two elements that push the modulated fragments of a mysteriously changing narrative upwards and even beyond the boundaries of the canvas. Bataille en rouge (2017) multiplies the encircling arches caused by a reiterative expansive vocation in order to gather and spread chromatic impulses. Lastly, Le fou and Mad man (2018) recover the ancient spirit of Futurism we touched upon at the beginning of this article in order to assimilate and redeploy nucleuses of indented, rhythmical and explosive compositional exultation. And his always remembering the recurring and dominating value of the line, considered “a module that determines consecutive counterposed and conflicting geometries.”

The pictorial and sign alphabet Fabrizio Campanella uses multiplies his personal talent for reading and interpreting certain technological behaviours of our times, interchanging dynamic with synthetic elements and thus providing us with stimulating food for thought.

This article is part of the n. 2/2018 of the magazine ARTEiNWorld, available on our website, in digital or paper edition.

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