Rubens / Il bolide col pennello – A Racing Car with a Brush

di Carlo Vanoni

IL BAROCCO E LA FORMAZIONE DELL’ARTISTA DI ANVERSA

IN ITALIA A 23 ANNI, PER IMPARARE DAI MAESTRI: E DIVENTÒ UN FUORICLASSE

IL MOTORE DELL’ ARTE SI CHIAMA LINGUAGGIO E IL GRANDE FIAMMINGO LO ELABORÒ AL MASSIMO

Carlo Vanoni

Quando penso a Rubens mi viene in mente un bolide sportivo. Provo a spiegarmi. Il motore dell’arte si chiama linguaggio e il linguaggio si esprime attraverso una tecnica che, nel caso di Rubens, era la pittura. Nel 1600, se volevi gareggiare ad al livelli, un giretto in Italia te lo dovevi fare. E Rubens lo fece. Aveva 23 anni quando il 9 maggio 1600 lasciò Anversa per Mantova, ingaggiato come ritrattista da Vincenzo I Gonzaga. Raggiunse poi il circuito di Milano giusto per dare un’occhiata al Cenacolo vinciano e quindi quello di Venezia per vedere dal vero Tintore o e Tiziano, Pordenone e Veronese. Mancava Roma, ma ci arrivò subito dopo, per studiare Michelangelo e Raffaello e dipingere la pala dell’altare maggiore della Chiesa Nuova, con tanto di contratto firmato il 25 settembre 1506. Quattro mesi prima, a pochi passi da lì, un ragazzo di nome Ranuccio Tommasoni era stato ferito a morte da un pittore lombardo giunto a Roma qualche anno prima: Caravaggio. Roma e Venezia, all’epoca, erano una specie di autodromo con bolidi italiani che vincevano tu i gran premi. Rubens li studiò attentamente quei motori – e cioè i linguaggi – poi se ne tornò ad Anversa, dove il circuito del gran premio era pronto per la sua prova speciale. Qui entrò in pista gareggiando per le case più importanti , quella di Filippo IV re di Spagna e quella di Maria de’ Medici madre di Luigi XIII re di Francia, ma anche per i Doria di Genova e Carlo I d’Inghilterra.
Creò un team di decine d’assistenti, perché le richieste erano troppe e lui, generoso e disponibile con tuti , non voleva deludere nessuno dei committenti.

Si sposò due volte e fece cinque figli, di cui una, Clara Serena, apre la mostra nel ritratto di quando aveva 6 anni. A seguire la Maddalena in estasi che ispirò la Ludovica Albertoni di Bernini, l’Adorazione dei pastori ripresa da Pietro da Cortona, il ritratto di Giovan Carlo Doria a Cavallo, Susanna e i vecchioni prestata dall’Hermitage di San Pietroburgo, la prima versione della Vallicella per la Chiesa Nuova di Roma e il Cristo risorto ispirato al torso del belvedere. Quaranta opere di Rubens e trentacinque di altri artisti che lo hanno ispirato e che lui stesso ha ispirato durante il soggiorno italiano dal 1600 al 1608.

Chi è Rubens? Rubens è un Tiziano con il turbo, Tintore o con più grazia ed eleganza, Veronese che sorpassa in curva, Correggio che supera il limite di velocità senza perdere il controllo, Michelangelo e Raffaello però con più cavalli.

Rubens è un bolide col pennello.


by Carlo Vanoni

THE BAROQUE AND THE EDUCATION OF THE ARTIST FROM ANTWERP

HE CAME TO ITALY WHEN HE WAS 23 TO LEARN FROM THE MASTERS: AND BECAME A STAR

THE ENGINE OF ART IS CALLED LANGUAGE AND THE GREAT FLEMISH FULLY ELABORATED IT

When I think of Rubens, the image of a racing car occurs to my mind. Let me try to explain what I mean. The engine of art is called language, and language can be conveyed through di erent means; in the case of Rubens, this means was painting. In the 17th century, if one wished to become a great master, he/she had to visit Italy. Therefore, Rubens visited it. He was 23 years old when he left Antwerp on May 19, 1600, and reached Mantua, to work as a portraitist for Vincenzo I Gonzaga, Duke of Mantua. Afterwards, Rubens went to Milan, just to see da Vinci’s The Last Supper, and to Venice, to see Tintoretto, Titian, Pordenone and Veronese’s works. Then, he went to Rome, to study Michelangelo and Raphael’s works, and to paint the main altarpiece of the church of Santa Maria in Vallicella – according to a contract signed on September 25, 1506. Few months before, a few steps far from there, young Ranuccio Tommasoni was wounded to death by a Lombard painter came to Rome the previous year: Caravaggio. At that time, Rome and Venice were a sort of racetrack where all prizes were won by Italian racing cars. Rubens carefully studied those engines – i.e. languages – and went back to Antwerp, where the grand prix circuit was ready for his special performance. There, he went to the track racing for great clients such as Philip IV of Spain, Marie de’ Medici, Louis XIII of France’s mother, the Doria family of Genoa and Charles I of England.

Receiving too many commissions from his clients and being reluctant to disappoint them, the generous Rubens created a team of dozens of helpers.

He got married twice and had five children, including Clara Serena, whose portrait as a six-year-old child opens the exhibition. These are some of the works on show: Mary Magdalene in Ecstasy (which inspired Bernini’s Ludovica Albertoni); The Adora on of the Shepherds (which inspired Pietro da Cortona); the portrait of Giovan Carlo Doria on Horseback; Susanna and the Elders, borrowed from the Hermitage of Saint Petersburg; the first version of the Vallicella for the Chiesa Nuova in Rome; and The Resurrect Christ inspired to the belvedere Torso. In all, the exhibition gathers 40 works by Rubens and 35 by other artists who inspired and were inspired by him during his visit to Italy from 1600 to 1608.

Who is Rubens?

Rubens is a Titian with a turbo engine, a Tintoretto with more grace and elegance, a Veronese overtaking through the corners, a Correggio exceeding speed limits without losing control, a Michelangelo and a Raphael, but with more horsepower.

Rubens is a racing car with the brush.