Défilage su rete metallica - Cm 80 x 60

Intrecci di Rosa
Cascate di fili trasformate esprimono forza creativa

 

LA SUA ARTE SI RIALLACCIA
ALLA NUOVA ESTETICA
BASATA SUL MEDIUM TESSILE

 

Rosa Spina può essere definita l’artista delle metamorfosi, capace di esprimere la pura emozione, mettendo in campo modelli interpretativi spirituali e mistici, grazie a linguaggi e tecniche molteplici, volte a nuove sperimentazioni. Nell’ottenere il primato di artista delle metamorfosi e tessitrice del proprio spazio, Rosa Spina concentra la propria ricerca, fatta di trame e intrecci, con il suo esordio al dé-filage, termine coniato dal critico Antonio Falbo in occasione della mostra presso la Rocca Sforzesca di Soncino (Cremona). Una tecnica sperimentale a cui approda, grazie al sodalizio con il maestro Mimmo Rotella.

 

I PRODOTTI DEL TELAIO LACERATI
E SFILACCIATI DANNO VITA
A UN RINNOVATO “READY-MADE”

 

L’artista del décollage, che aveva intuito quanto l’asportazione e lo strappo dei materiali tessili fossero congeniali a un nuovo linguaggio moderno, portò la giovane artista di Giarre a coglierne i preziosi consigli. Rosa Spina non esitò ad applicare la sua nuova tecnica integrando, al supporto pittorico, antichi tessuti operati. Le prime sperimentazioni di dé-filage, iniziano già nel lontano 1965, anno in cui sperimenta, espone e ottiene numerosi riconoscimenti. Le ricerche, portano presto l’artista a doversi confrontare con il panorama artistico corrente e in particolare ad accostare le proprie scelte stilistiche a quelle di altri importanti esponenti. Espedienti e accorgimenti di un rinnovato ready made, la collegano ad una delle più influenti figure appartenenti all’arte relazionale, Maria Lai. La sua ricerca stilistico-formale basata sulla scelta del multi-materiale, contribuisce a far nascere una moderna coscienza dell’estetica.

 

LE AMPIE TESSITURE CROMATICHE
SFIBRATE SI DIFFONDONO NELLO
SPAZIO FLUTTUANDO CON ELEGANZA

 

Le tele e le reti di Rosa Spina, con le ampie tessiture cromatiche sfibrate, sembrano diffondersi oltre lo spazio fluttuando elegantemente. Le fitte trame, in particolare quelle aeree, appese sui soffitti, in cui la luce e l’ombra convivono armonicamente, hanno colpito l’osservatore e in particolare l’acume critico di molti studiosi. In relazione ai teli sospesi e fluttuanti, Vittorio Sgarbi evidenzia il carattere armonico e innovativo, accostandolo agli antichi affreschi. Il confronto operato da Sgarbi mette in risalto, in modo esaustivo i caratteri peculiari di tale azione. Quello che sottolinea il critico, è il risultato di un’attenta osservazione dell’happening dell’artista presso il castello di Cavernago (Bg). Egli afferma: “… Sopra di noi, ci sono questi teli che si muovono, c’è un tentativo astratto di ripetere le decorazioni dei soffitti delle chiese, dei palazzi, quindi c’è Tradizione, c’è Memoria, c’è Storia e c’è un Gusto assolutamente originale… Nel caso di Rosa Spina, lei ha la forza e il divertimento, il piacere del farsi riconoscere, e dire ‘Sono Io’; nell’ altro caso giocare sull’ambiguità e sull’incertezza serve ad aumentarne la curiosità… Noi ci specchiamo nella coscienza di Rosa Spina e dialoghiamo con lei, in un ordine che è quello del labirinto del suo pensiero. Ecco, la sensazione che io ho, vedendo questi dipinti nella loro varietà cromatica, nella loro ricerca, nella loro alta decorazione e anche nella loro concentrazione, è una sensazione di indagine contemplativa”.

Salvatore Falbo

Minotauro Fine Art Gallery
rappresentante ufficiale di
ROSA SPINA

Palazzolo sull’Oglio (BS)
www.galleriaminotauro.com
galleriaminotauro@gmail.com

 

 

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