REACTION ROMA – II edizione
MACRO Testaccio – La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma ù

fino al 26 dicembre – Ingresso libero

Reaction Roma II

È stata inaugurata la seconda edizione di Reaction Roma, la video installazione che descrive la città attraverso gli occhi di chi la vive e la  attraversa, con la direzione creativa di Pietro Jona direttore artistico di Humans Artis. Reaction Roma è un racconto collettivo realizzato dalla gente comune, un progetto aperto a tutti che utilizza il linguaggio contemporaneo del social movie per raccontare la realtà urbana attraverso i suoni e le immagini catturate – con smartphone, tablet, microcamera e macchina fotografica – da chi la vive e la attraversa quotidianamente.

Reaction Roma è un’opera d’arte collettiva di cui il pubblico è fruitore e autore al tempo stesso; è un  contenitore d’immagini, girate dalla gente comune e poi montate da un regista, in cui un ruolo fondamentale hanno le nuove tecnologie. Queste immagini diventano strumento d’investigazione sociale e base per la creazione di un Archivio audiovisivo che, alimentato continuamente dai video dei cittadini, può diventare una testimonianza dello stato emotivo della città che muta nel tempo.

Quest’anno, grazie alle immagini dell’Archivio Storico dell’Istituto Luce-Cinecittà, un’area  della mostra sarà dedicata alla Roma del secolo scorso creando un collegamento, fortemente evocativo, con le immagini della città contemporanea fotografata dagli abitanti di oggi.

Humans Artis ha inoltre istituito il Premio Reaction Roma per il miglior contributo video originale, che sarà premiato con un fine settimana per due persone a Madrid e il Premio Reaction Esquilino messo in palio da Mercato Centrale Roma, che consiste nel coinvolgimento del vincitore alla produzione di un video professionale per Mercato Centrale, produttore attivo di contenuti culturali e sociali sul territorio.

Collaborano alla realizzazione del progetto anche il Dipartimento di Scienze delle Comunicazioni dell’Università “La Sapienza” di Roma e il Cine TV Rossellini.


IO SONO QUI!
MACRO Testaccio, Padiglione 9B
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

IO SONO QUI | Mario Airò | En plein air wondering the alps with laser and camera

Dal 15 dicembre il MACRO Testaccio di Roma ospite la mostra “Io sono qui!” prodotta da M’AMA ART, da un’idea di  Alessia Montani, a cura di Lorenzo Bruni.

La mostra,  promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si articola in una sezione dedicata alle installazioni di sette artisti: Mario Airò, Ulla von Brandenburg, Donna Huanca, Runo Lagomarsino, Ahmet Ögüt, Antonis Pittas e Patrick Tuttofuoco; e una sezione di opere realizzate da quattordici artisti: Maria Thereza Alves, Paolo Parisi, Kamen Stoyanov, Marco Raparelli, Matteo Negri, Giuliana Cunéaz, Yorgos Stamkopoulos, Giulio Rigoni, Chicco Margaroli, Paola Romano, Vincenzo Marsiglia, Camilla Ancilotto, Marianna Masciolini, Savini & Vainio.

“Io sono qui!” indaga il tema della comunicazione, attraverso le infrastrutture materiali e immateriali: “io e il mondo” nella realtà digitale. La banda larga, che permette di trasmettere una grande quantità di dati in tempi rapidi, diventa fattore essenziale di crescita economica, culturale e sociale. L’innovazione tecnologica delle infrastrutture materiali cosi come le informazioni e i dati trasmessi attraverso la banda larga migliorano l’efficienza operativa delle imprese e di tutti i settori della nostra società: Sicurezza, Sanità, Giustizia, sistema Finanziario, Pubbliche Amministrazioni che, con la digitalizzazione dei servizi, rendono sempre più efficiente il sistema a beneficio della collettività.

La mostra pone l’accento anche sulla necessità attuale di avere coscienza del luogo da cui il soggetto dialoga con il mondo più che perdersi in esso, cercando di affermare soltanto la sua esistenza a colpi di “post”. Le sette installazioni, poste a introduzione del progetto, ricordano immediatamente allo spettatore che il suo grande potere di essere ovunque grazie alle “App” dello smartphone non può essere dissociato dalla presa di coscienza dei contesti fisici e contestuali in cui agisce. Tutto questo cerca di far riflettere su cosa stia alla base del cambiamento attuale che ha portato a identificare recentemente nella piramide dei bisogni dell’essere umano delle nuove priorità. Mentre storicamente al primo posto era riconosciuta la ricerca di cibo, oggi al secondo posto esiste ed è comparsa – dopo ampie campagne d’indagine – la connessione wireless. Quello che sorprende di più però è che al primo posto si trovi la necessità del carica batteria.


EXTENDED BLUE – Mixed Media Installation
Con opere di Mariano Filippetta e video di Gianfranco Valleriani

MACRO Testaccio – La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

Ingresso libero

Extended blue
Extended blue

Apre al pubblico dal 15 dicembre, presso il Foyer 2 del MACRO Testaccio – La Pelanda, il progetto d’arte e comunicazione Extended Blue. Mixed Media Installation, curato da Massimo Scaringella, e promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Hafnia Fundation (Xiamen), Le Dame Art Gallery (Londra), e BrainArt (Roma).

Nell’installazione realizzata dai due artisti Mariano Filippetta e Gianfranco Valleriani, pittura, video, suono, testi, tecnologia e presenza umana, si amalgamano nel colore blu, alla ricerca di nuovi linguaggi visivi, ibridi e contaminati, capaci di raccontare con determinazione ed emozione i temi della contemporaneità, siano essi presi dall’attualità piuttosto che dall’arte e della poesia. Prendendo spunto dalla ricorrenza dell’anniversario della firma del manifesto del “Nuovo Realismo”, da parte di Yves Klein, i due artisti colgono l’occasione per intrecciare i percorsi della propria ricerca espressiva.

Nella performance pittorica di Mariano Filippetta, tutte le opere sono il risultato dello sciogliersi del ghiaccio e del pigmento sulla tela. Macchie, segni veloci e prepotenze cromatiche nell’esaltazione del blu, si contengono nella definizione dello spazio, della natura e della poesia nell’inquieta ricerca delle soluzioni formali dell’opera.

Contemporaneamente, il lavoro video di Gianfranco Valleriani, da anni impegnato nella ricerca visiva come comunicazione, esalta, confermandolo, il racconto narrativo, in cui i limiti non sono definitivi e dove le possibili articolazioni sono in grado di generare incontri plurali e sinergie create dal confronto di punti di vista: essere sotto o sopra la superficie del mare, abbattendo la dimensione del tempo e dello spazio con un’interpretazione soggettiva ed emotiva della realtà.

Le elaborazioni elettro-acustiche sono di Stefano Acunzo, la documentazione visiva di Luisa Grisanti. Allestimento di Francesca Bertuglia.


Dias & Riedweg – Other time than here. Other place than now

MACRO Testaccio, Padiglione 9A
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

Dias & Riedweg_stills da La casa degli altri, 2017

Dal 15 dicembre il MACRO Testaccio ospita la mostra Other time than here. Other place than now (Un altro luogo che ora. Un altro tempo che qui), la prima grande esposizione del lavoro del duo artistico Dias & Riedweg in Italia.

La mostra, che riunisce numerose video installazioni, fotografie e oggetti dal 2004 a oggi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e realizzata in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica – dove è esposta in parallelo, presso AuditoriumArte, la video installazione sonora a tre canali Funk Staden, commissionata agli artisti dalla Documenta 12 nel 2007 – con il sostegno di Pro Helvetia, fondazione svizzera per la cultura.

Other time than here. Other place than now raccoglie lavori che toccano in maniera filosofica i temi cruciali dell’immigrazione e dei cambiamenti politici e sociali del nostro tempo, a partire dall’idea che il semplice spostamento di oggetti e persone nello spazio e nel tempo sia anche uno spostamento di significati. La serie di video oggetti “Suitcases for Marcel” (2007) e la video installazione “Moving Truck” (2009-2012) sottolineano in maniera diretta l’idea centrale della mostra, cioè della migrazione come dis-locamento di significato, mentre altri lavori come il video “Throw” (2004), la video installazione e la serie di fotografie “Hot Coals” (2014), gli oggetti a parete “Under Pressure” (2014), la carta da parati “Bloc” (2014) e la video installazione “Flesh” (2005) che conclude il percorso espositivo, esprimono una critica tagliente e ironica verso le attuali politiche globali. Al centro di questi lavori si trova la nuova videoinstallazione “La casa degli altri”, realizzata a Roma durante il recente soggiorno romano degli artisti, con la partecipazione di coloro che gli artisti hanno conosciuto e incontrato “sul terreno”, nei loro diversi viaggi nelle periferie della capitale.

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