La storia insegna che i momenti di crisi sono favorevoli ai buoni acquisti

L’ultima volta che ci siamo incontrati, eravamo a Artefiera di Bologna, in occasione del premio a te assegnato dall’Associazione nazionale galleristi arte moderna e contemporanea.
Il premio mi è stato conferito dall’Associazione ANGMAC a fine Gennaio, lo ricordo come un momento per me molto importante in quanto ha evidenziato l’impegno e il lavoro svolto in circa 40 anni di carriera. In questo arco di tempo la Tornabuoni Arte ha inaugurato oltre alla galleria di Firenze, situata nell’attuale sede in Lungarno Benvenuti Cellini, anche le gallerie di Milano (1995) e Forte dei Marmi (2004). Coadiuvato dai miei figli, Ursula e Michele ho aperto le sedi estere a Crans Montana in Svizzera (1993), Parigi (2009), Londra (2015). Ho sempre considerato l’arte come un costante dialogo tra diverse epoche e stili, in relazione a questa considerazione ho inaugurato nel 2006 a Firenze una sezione della galleria dedicata all’arte antica, la Tornabuoni Arte, Arte Antica. Nel 2018 ho fondato l’Associazione per l’Arte e la Cultura Collezione Roberto Casamonti che ha sede al piano nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze. Questa esperienza evidenzia un ulteriore aspetto della mia attività, oltre ad essere gallerista ho nel tempo collezionato una selezione di opere, datate dagli inizi del ’900 fino all’epoca contemporanea, che costituiscono il nucleo espositivo della collezione. Il lavoro da me svolto fino ad oggi potrei definirlo come una lunga storia caratterizzata dalla determinazione nel voler estendere lo sguardo verso l’oltre, perseguendo sempre nuovi obiettivi. Ricevere il premio è stato per me un significativo riconoscimento alla mia intensa attività nel mondo dell’arte, in particolare modo perché mi è stato assegnato dalla prestigiosa Associazione Nazionale delle Gallerie d’arte moderna e contemporanea.

Eravamo a fine gennaio, il virus già circolava. Ci è andata bene.
Sì, assolutamente, era un momento in cui non c’era l’allarme virus, questo è stato un bene perché ha permesso al sistema dell’arte di poter inaugurare l’Arte Fiera di Bologna che è uno dei motori principali delle fiere italiane di settore. L’opportunità di salvare questo importante appuntamento dell’economia dell’arte connesso all’ambito fieristico, ha sicuramente attenuato gli effetti della successiva sospensione generalizzata del sistema economico, dovuta al blocco delle attività a causa della diffusione del Covid-19.

La Tornabuoni Arte ha partecipato anche al Tefaf di Maastricht a marzo, precipitosamente chiusa in corso di svolgimento causa contagi da Covid-19.
La Tornabuoni Arte è presente annualmente nelle maggiori fiere d’arte contemporanea nazionali e internazionali, tra le quali il Tefaf a Maastricht. La prematura chiusura della fiera ha simbolicamente segnato il progressivo avanzare del virus e ha evidenziato come questo processo fosse ormai incompatibile con l’esistenza di manifestazioni che interessano numeri importanti di spettatori. Da quel momento il rapporto tra arte e pubblico è cambiato, ha avuto una netta cesura, tutti gli eventi sono stati annullati e rimandati, a questo è seguita la chiusura dell’intera compagine dell’arte, dalle gallerie, alle fondazioni, ai musei. Mi auguro che presto riusciremo a sconfiggere il virus a livello mondiale, e che la prossima apertura delle attività del settore dell’arte possa essere un inizio di un percorso di ricostruzione indirizzato ad una più ampia ripresa.

“Il lockdown è stato l’occasione per concentrarmi sui miei cari e sui progetti in preparazione”

Come hai passato la quarantena?
Ho vissuto questo momento di restrizione con grande serenità, è stato per me un’opportunità per rallentare i ritmi a cui tutti siamo normalmente abituati. Da un punto di vista professionale questo momento di pausa mi ha permesso di concentrare la mia attenzione su progetti che desidero realizzare prossimamente, mentre da un punto di vista personale ho dedicando più tempo alle persone che sento vicine. Ci sono stati più contatti telefonici con amici e clienti, che mi hanno permesso di riscoprire l’importanza del confronto delle idee e il valore della reciprocità tra le persone. Sono ansioso di ripartire, sperando che il Covid-19 ci darà tregua. Per ora la ripresa del lavoro è fissata al 18 maggio con riapertura delle gallerie, mentre mercoledì 20 aprirà al pubblico la Collezione.

Quali ripercussioni del lockdown sulle tue gallerie?
La sospensione delle attività ha inevitabilmente avuto delle ripercussioni, questa condizione come sappiamo è un problema generalizzato che interessa tutti i settori produttivi dell’economia italiana. Io spero molto in una ripresa anche se immagino che i tempi non saranno immediati. Mi fa molto piacere pensare che il mio intero gruppo di lavoro che da anni mi segue non ha subito conseguenze, e che per le date di apertura torneremo tutti a lavorare con l’impegno che da sempre ci ha caratterizzato.

La Tornabuoni Arte ha sedi anche a Parigi e Londra. In che modo è stata gestita la pandemia in queste città?
Le gallerie estere hanno seguito le indicazioni dei governi dei paesi in cui operano. La chiusura per loro è avvenuta poco dopo la nostra, nonostante un atteggiamento iniziale più fiducioso, le dinamiche successive sono state comunque comparabili a quelle italiane. Possiamo affermare che i protocolli di emergenza adottati dalle singole nazioni sono risultati molto simili ai nostri, per cui le gallerie estere hanno osservato il periodo di chiusura imposto dal lockdown generalizzato.

Che cosa è cambiato e che cosa ritieni potrà cambiare nel commercio delle opere d’arte.
Il Coronavirus porterà ad un rallentamento del commercio di opere d’arte, sappiamo bene che stiamo affrontando un periodo completamente diverso dalla nostra normalità, che implica la definizione di un nuovo assetto economico e che molte realtà avranno difficoltà ad adattarsi al nuovo panorama che presto si aprirà. Sono convinto che l’arte continuerà ad essere acquistata in quanto è considerata da sempre un bene rifugio. Il commercio delle opere è connesso alle fasi storiche che attraversiamo, come accadde ad esempio durante il periodo della guerra del Golfo. Dobbiamo considerare a tal proposito che in questi momenti di maggiore difficoltà il mercato subisce oscillazioni che risultano essere favorevoli all’acquisto, è importante ricordare che le più grandi collezioni d’arte sono nate in tempi difficili, poiché la dinamica dell’offerta del mercato permette di acquistare opere prestigiose. Mi auguro che possano esserci politiche atte ad agevolare questo settore non solo dal punto di vista del commercio ma anche della fruizione, per cui necessitano interventi mirati a rafforzare l’intero sistema relativo al comparto dell’arte in tutte le sue diverse declinazioni.

Le quotazioni reggono?
Per avere una idea esaustiva delle quotazioni allo stato attuale dobbiamo aspettare che il mondo dell’arte si rimetta in moto, mi riferisco alla ripresa dell’attività da parte delle case d’asta, delle gallerie, delle fiere che saranno in stretta relazione alla risposta del mercato. Come ho precedentemente affermato, questo periodo di chiusura delle attività che abbiamo vissuto e in parte stiamo ancora affrontando, inciderà molto sia sull’aspetto finanziario legato alla ripresa economica dell’Italia, sia a quello più specificatamente connesso all’arte. Questo aspetto costituirà un fattore determinante per stabilire i prossimi standard di riferimento relativi anche alla quotazione delle opere.

Le tue strategie per la ripartenza.
Continuerò a lavorare con la dedizione e l’impegno di sempre, sarò attento ad ascoltare i tempi, per ogni successiva fase che mi attenderà ci sarà una adeguata risposta. Per ora la mia priorità è ripartire, riaprire gli spazi ed iniziare a rimettere in moto i meccanismi che guidano il motore delle attività, questo mi permetterà di lavorare a nuovi progetti da rendere poi effettivi non appena sarà possibile. Credo che sia importante comprendere, fino in fondo, i limiti e le potenzialità che il presente ci offre, per questo motivo la mia strategia è lavorare quotidianamente con impegno ma sempre con lo sguardo volto alle possibilità future.

Un pensiero per i tuoi colleghi.
Mi auguro che possa esserci per il nostro settore e in genere per l’ambito culturale, un’attenzione da parte del governo dopo un momento difficile come questo che stiamo attraversando. Spero che lo spirito di appartenenza al nostro mondo, che da sempre ha unito galleristi e operatori, possa ora essere forte e determinato, mantenendo alto il profilo delle gallerie italiane che costituiscono un’eccellenza internazionale. Auspico ai miei colleghi di avere molta fiducia e molto coraggio, caratteristiche che accomunano tutti noi che svolgiamo questo lavoro, in quanto tutto passerà.

La prima cosa che farai dopo il liberi tutti.
Comprerò un quadro! che possa essere di buon auspicio per me, per l’arte e per tutti noi che lavoriamo in questo bellissimo ambito professionale che per me è l’essenza di tutta la mia vita.

(in collaborazione con Sonia Zampini)

Lorella Pagnucco Salvemini

 

nella sua geografia dell’anima ha Venezia, la città natale, nel cuore e la Versilia eletta a buen retiro. Quando nell’adolescenza le chiedevano che cosa avrebbe desiderato fare da grande, rispondeva sicura: viaggiare e scrivere. Così, per raggiungere lo scopo, si è messa a studiare lingue prima, lettere poi. E sono oltre 30 anni che pubblica romanzi, saggi, scrive articoli, gira per il mondo. Ci sono tre cose - dice - di cui non può fare a meno: il mare, la scrittura, il caffè. Ah: è il direttore responsabile di ArteinWorld.

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