GIANFRANCO MIGLIOZZI
Color Ghosts

Lattuada Studio
via dell’Annunciata, 31
Milano

fino al 31/01/2018

Artista eclettico, la cui poetica recupera colori metallici e forme di grande impatto per tramutarle in estroflessioni vibranti ed intrise di raffinata essenzialità, è uno degli attuali rappresentati della corrente rigorista ideata dal filosofo Massimo Donà e da Flavio Lattuada.

Come tutti gli esponenti di questa nuova esperienza artistica, anche Gianfranco Migliozzi, accogliendo la provocazione che fu di Lucio Fontana, va oltre la tela, muovendo dallo spazialismo e dall’astrattismo per approdare a una loro sintesi formale che tenga conto del suo percorso creativo e biografico: dagli anni Sessanta è a Roma dove conosce Mario Schifano, la cui frequentazione creerà nel giovane Migliozzi una profonda impressione soprattutto riguardo all’uso ossessivo di tematiche e colori che si ripropongono sempre uguali all’interno di variazioni compositive. Nel 1967 è a Milano dove frequenta l’ambiente artistico legato a Brera, ai suoi locali e all’Accademia: qui conosce tantissimi artisti tra cui Agostino Bonalumi e Turi Simeti. Negli anni Settanta inizia la produzione delle tele estroflesse con strumenti musicali. Negli anni Novanta la galleria Rosenberg di Milano promuove due mostre con un buon successo che gli aprono definitivamente la strada.

Nel 2014 espone in una collettiva con Maia Spencer a Numana, presso la Sala delle Mostre. Dal 2015 entra a far parte del movimento Rigorista promosso e ideato dal Lattuada Studio, con cui realizza tre mostre a New York, una nella sede del Lattuada Studio, una all’Istituto Italiano di Cultura e l’altra presso la Unix Gallery. Seguono le mostre a Seoul presso la Page Gallery e a Londra da Jerome Zodo.

Dal 2015 partecipa a diverse fiere in Italia e all’estero, esposto accanto agli artisti del Rigorismo. Artista in permanenza presso Lattuada Studio, viene esposto nelle sale di Milano e New York. Vive e lavora a Milano.

La mostra, accolta dal 30 novembre 2017 fino al 31 gennaio 2018 tra le sale di Lattuada Studio in Via dell’Annunciata 31, intende rendere omaggio alla maturazione introspettiva dell’artista negli ultimi anni, focalizzandosi soprattutto su strumenti musicali, le chitarre in particolare, e sulle immagini care ai ricordi d’infanzia, qui simboleggiati dalle nuances delle luci mutevoli, che, come le automobili a rilievo sulla tela, in un gioco di ombre cinesi, con le loro sinuosità curvilinee e le ombreggiature delicate, si affiancano e si oppongono al rigore del colore monocromo, ipotizzando nell’occhio di chi guarda uno sposalizio tra contrasti integrati in perfetta armonia, quasi in ideale concerto, con lo scopo di superare il rigorismo stesso, per tornare alla dimensione onirica della Bellezza e del Sogno.

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