comedian-cattelan-banana

La pazienza sta finendo

 

A Vittorio Sgarbi la palma del commento più mordace e urtante. Freudianamente, vede nella già celeberrima banana di Maurizio Cattelan il malinconico annuncio delle défaillance sessuali del suo autore in andropausa. Una interpretazione, non una notizia appresa dal diretto interessato, o da qualche ex con velleità vendicative, voglio immaginare. Tant’è. La curiosità della gente è grande, quando si tratta di accedere ai segreti delle alcove altrui. Il critico tombeur de femmes lo sa bene. All’artista piacione il faticoso onere di confutare una tesi che mena così discredito alla sua virilità. Sempre che intenda raccogliere la sfida. Resta il fatto che Comedian – questo il titolo del capolavoro esposto da Perrotin a ArtBasel Miami – ha immediatamente scatenato, in una sorta di isteria collettiva, le reazioni più dissennate. Come al solito, l’enfant terrible dell’arte contemporanea ha centrato il suo obiettivo: tutti ne parlano, tutti non possono fare a meno di parlarne. Di più: molti passano dalla parola all’azione. File chilometriche davanti allo stand della galleria parigina per un selfie con l’opera d’arte del momento – è l’esercito dei modaioli. C’è chi gironzola per la fiera, esibendo tronfio la sua bella banana attaccata alla maglietta – l’emulatore.

 

David Datuna, un artista finora di scarsa fama, aggiunge provocazione alla provocazione – il furbacchione. Inscena una performance, Hungry artist, e in un paio bocconi si mangia – metaforicamente – 120.000 dollari: il prezzo di ciascuno dei primi due esemplari venduti nel corso della manifestazione; il terzo raggiunge nel giro di poche ore la modica somma di 150.000 dollari. Sui social scoppia la guerra mondiale, con detrattori ed estimatori del genio italico, gli uni contro gli altri armati, a spararsi reciprocamente parolacce, improperi, insulti, minacce. Come se l’oggetto del contendere li riguardasse profondamente, o fosse una questione di vita o di morte. Ad altri non pare vero di poter sostituire il giudizio avuto al cospetto di un taglio di Fontana, “lo saprei fare anche io”, con un più gratificante “lo so fare anche io”. Lo dimostrano, anche. Nastro adesivo e banana in mano, si mettono ad abbellire (si fa per dire) le pareti di casa. Poi, presto presto, foto e post su facebook e instagram, prima che il frutto marcisca. Ecco il punto, prima che marcisca. Tocca farsene una ragione: niente è eterno, nemmeno l’arte, ormai. Cerco conforto in un libro di Cicerone che mi attende sul comodino. Leggo: Quousque tandem abutere, Cattelan, patientia nostra? (Fino a quando dunque, abuserai Cattelan della nostra pazienza?). È scritto Catilina. Lapsus di lettura.

Lorella Pagnucco Salvemini

 

Related Post