REUSE - Piero Manzoni - Merda d'artista, 1961- collezione privata - Treviso

RE.USE – Scarti, oggetti ed ecologia nell’arte contemporanea
USA E NON GETTA

Treviso – Museo Santa Caterina, Museo Casa Robegan, Ca’ dei Ricchi

Treviso, città annoverata tre le più ecologiche d’Italia, ospita fino al 10 febbraio 2019, in tre diverse e prestigiose sedi, l’esposizione RE.USE, a cura di Valerio Dehò, un viaggio alla scoperta del riutilizzo di materie ed oggetti in ambito artistico.

La mostra si apre con Marcel Duchamp e Man Ray, che con la nuova arte concettuale scandalizzano i benpensanti: il loro mondo è fatto di oggetti semplici e poveri, come metronomi, porta bottiglie e pezzi di bicicletta; i materiali preziosi propri dell’arte scultorea sono scomparsi: i due riutilizzano strumenti per l’uso quotidiano, fatti di legno, rame e ferro. Successivamente, questo stesso concetto viene applicato da Alberto Burri alle tele tridimensionali, a mo’ di rappresentazione, anche, dello squarcio che si sta creando nei confronti dell’arte tradizionale: le opere sono segni di protesta fatte di buchi e bruciature, grezze e disarmoniche.

Negli anni ’60, in Francia, così come nel resto del mondo, la riflessione si sposta sui problemi che la società massificata comporta; il boom industriale immette sul mercato, per la prima volta, alti quantitativi di materie plastiche, così dalla fame si passa allo spreco, dalla sopravvivenza all’opulenza. Ed è di questo che il Nouveau Réalisme parla. Daniel Spoerri, con i tableaux-pièges (quadri-trappola), crea assemblage di oggetti di uso quotidiano su teche, perfetti esempi della nuova natura morta post bellica, mentre Arman, con le opere colme di forchette, orologi, caraffe, monete, si fa testimonianza dello spirito convulsivo dei tempi, tutto teso all’accumulazione.

Tra gli italiani in rassegna spiccano Mimmo Rotella, che strappa dalla strada i manifesti e li espone incorniciati, con l’obiettivo di azzerare la distanza tra museo e vita reale e Piero Manzoni, che simula l’inserimento, in un barattolo, della sua famosa Merda d’artista: in un’epoca consumistica, il nome vale più dell’oggetto stesso, quale sia la sua natura – anche inquinante.

Il veloce mutare e l’aggravarsi della situazione climatica mondiale hanno, quindi, fornito dagli anni ’60 in poi, ulteriore impulso agli artisti contemporanei, che danno forma a lavori chiaramente ecologici, come quelli in plastica rigenerata del collettivo Cracking Art, fino all’imponente La regina bottiglie di plastica di Enrica Borghi, scultura femminile certamente regale, ma pur sempre creata con bottiglie di plastica riutilizzate.

L’esposizione porta a una profonda riflessione sull’evoluzione sia del linguaggio, che del messaggio artistico, se connessi alla tematica ambientale; e possiamo, per questo, definire le opere esposte non più profetiche, quanto reali testimonianze della problematica ambientale di questo secolo e, sicuramente, di un’eredità pesante che stiamo lasciando, in tal senso, alle generazioni future.

CONTATTI
TRA TREVISO RICERCA ARTE
Ca’ dei ricchi
Via Barberia n.25, 31100 Treviso
Tel: +39(0)422 419990
www.trevisoricercaarte.org/re-use

Alice Gatti

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