Gentile avvocato Morini,

In riferimento alla Sua cortese risposta nel n. 162 di ARTEiN circa la “diatriba con l’Archivio Mario Schifano” che ha giudicato che le mie opere non avessero “gli elementi oggettivi per essere inseriti nell’Archivio”, ho inviato le stesse alla Prof.ssa Isabella Quattrocchi. Si tratta della medesima professionista che, in un’altra causa, nel 2008, su richiesta del Giudice dopo un sequestro presso la Christie’ s di Milano ha periziato e definito “grossolane imitazioni” due delle tre opere sequestrate, nonostante già in possesso del certificato dell’Archivio. La Prof.ssa Quattrocchi ha eseguito su mia richiesta la perizia dei dipinti secondo la fondazione non archiviabili, dichiarandoli al contrario opere del Maestro Mario Schifano, in netto contrasto con il parere dell’Archivio. Come posso risolvere il grande danno arrecatomi?

Cordialmente

Prof. Dante De Nisi

Come già chiarito, la funzione dell’archiviazione, ha lo scopo di conservare e tutelare la memoria del defunto, tuttavia questa prerogativa è tutt’altro che esclusiva, poiché assume anche una funzione di tutela del patrimonio culturale tutelando l’onore e la reputazione del defunto ex art. 20 L. 633/1941. Dal momento che la funzione giuridica primaria dell’archiviazione, come già ripetuto è la tutela della paternità dell’opera, della fede pubblica, e dei beni culturali, il parere dell’esperto non è esente da sindacato: quello che l’Ordinamento Giuridico vuol perseguire è garantire la veridicità delle informazioni legate all’opera d’arte. Si pensi che gli stessi restauri devono rimanere visibili e riconoscibili. Poco importa che l’archivista, convenzionalmente incaricato, dichiari alcune opere false, la sua posizione di privilegio ha solo l’inconveniente di invertire l’onere della prova, ovvero di onerare chi non condivide il giudizio dell’archivista, della prova necessaria a dimostrare il contrario. Come già altrove chiarito, l’esperienza, il prestigio riconosciuto nel settore, e sicuramente i titoli accademici, danno rilievo ad un esperto, specie se ha già operato attività di autenticazione sul medesimo artista. È a questo punto chiaro che potrà agire in via cautelare producendo una perizia dell’esperto, per ottenere l’ordine del Tribunale di inserimento delle opere nell’archivio, magari ottenendo l’autorizzazione a pubblicare l’avvenuta autenticazione delle opere escluse su riviste specializzate in modo da “riabilitare” le opere e contenere i danni. Se vuole invece spendere più tempo, potrebbe prima procedere con un accertamento tecnico preventivo in modo da ottenere l’accertamento giudiziale (preventivo al giudizio di merito) dell’autenticità delle opere, in modo da affrontare una azione di merito con una prova già processualmente costruita, al fine di ottenere il risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali; in quella sede potrà, in via sub procedimentale avviare un ricorso cautelare per ottenere i provvedimenti provvisori già sopra accennati. Ai sensi dell’art. 2236 c.c. l’esperto d’arte risponde, in caso di dolo o colpa grave, per i danni arrecati; ma non solo. Se già altri errori sono stati commessi, un esposto alla Procura della Repubblica sulla condotta dell’archivista è doveroso nell’interesse della tutela dell’arte prima ancora che dell’artista.

GIAMPAOLO MORINI

……….

Dear Mr. Morini,

In reference to your kind response in ArteIn n.162 concerning the “disagreement with the Mario Schifano Archive” which judged that the works in my possession did not have “the objective elements to be included in the Archive”, I sent the works to Professor Isabella Quattrocchi. She is the same professional who, in another case, in 2008, at the request of the Judge after the seizure of the works at Christie’s Milan, appraised and declared two of the three seized works to be “poor imitations”, although they had been certified authentic by the Archive. At my request, Professor Quattrocchi conducted an appraisal of the paintings which the Foundation had rejected from the Archive, and contrary to the findings of the Archive, found that they were indeed works of Mario Schifano. How may I resolve the great damages which I have suffered?

Sincerely,

Prof. Dante De Nisi

 

As previously made clear, the function of the archive process is to conserve and safeguard the memory of the deceased, but this prerogative is not at all exclusive, because it serves the function of safeguarding cultural patrimony by safeguarding the honor and reputation of the deceased, ex art. 20 L. 633/1941. Since the juridical function of the archive process, as already repeated, is to guarantee the paternity of the work, to protect public trust and cultural treasures, the judgment of the expert may be subject to further discussion: the goal of the Judicial Order is to guarantee the veracity of information concerning the artwork. For example, all restoration of the work must remain visible and recognizeable. It little matters that the archivist authorized by the court declares some works to be false; his or her privileged position has only the drawback of shifting the onus of proof; that is, the onus shifts to the person who does not share the opinion of the archivist, to bring proof to demonstrate an opposite conclusion. As already made clear, experience, recognized prestige in the field, and, certainly, academic titles, add distinction to an expert, in particular if the expert has already conducted authentications of work by the same artist. At this point that you may act in a precautionary measure by producing an expert appraisal to obtain an order by the Tribunal to add the works to the Archive, perhaps by obtaining the authorization to publish the declared authentication of the excluded works in specialized periodicals, so as to “rehabilitate” the works and to contain any damages suffered. If you wish to spend more time, you could first proceed with a technical estimate in order to obtain the judicial certification (an estimate of judgment) of the authenticity of the works, so as to undertake an action of viability with legally legitimate proof, with the goal of obtaining compensation for patrimonial and on-patrimonial damages. In this case you may, before instituting an official suit, initiate a precautionary appeal to obtain the provisional measures mentioned above. Following art. 2236 c.c., in case of malice or grave culpability, the expert must take responsibility for damages caused. Furthermore, if other errors have been committed, a statement must be presented to the Procura della Repubblica concerning the conduct of the archivist, in the interests of safeguarding the art and the artist.

GIAMPAOLO MORINI

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