POPE
NEL SEGNO DELLA PITTURA. OPERE DAL 1972 AL 2017

dal 5/03 al 2/07

Villa Brandolini Piazza Libertà 7
Pieve di Soligo

Inaugurazione sabato 4 marzo ore 18.00

Nel prestigioso contesto di Villa Brandolini il Gruppo Euromobil, con il contributo del Comune di Pieve di Soligo, rende omaggio al Maestro Pope con una mostra antologica intitolata “Pope. Nel segno della pittura. Opere dal 1972 al 2017.

1972 – Percorso variabile in rosso – cm 80×80

L’esposizione curata da Michele Beraldo e Dino Marangon, composta da una vasta e sceltissima antologia di dipinti – spesso di grandi dimensioni – dagli anni settanta ai giorni nostri, si propone di portare all’attenzione di un più vasto pubblico l’opera di un artista ormai giunto alla piena maturità e che, pur avendo goduto dell’interesse e dell’attenzione di poeti, critici e storici dell’arte (tra i quali Berto Morucchio, Gian Carlo Pauletto, Tito Maniacco, Giorgio Cortenova, Eugenio Miccini, Maria Campitelli, Diego Collovini, Giuliana Carbi, Claudio Cerritelli, Enzo Di Grazia, Giorgio Di Genova, Flavia Strumendo, Marco Goldin, Rudy Tepper, Branka Arh, Grete Misar, Enzo Di Martino, Chiara Tavella, Branca Kos, Alessandra Santin) non ha forse ancora ottenuto riconoscimenti adeguati al valore e alle qualità della sua ricerca.

La mostra sarà corredata da un catalogo di 100 pagine (a cura di Michele Beraldo), con 80 riproduzioni a colori e apparati biobibliografici e con testi e interventi di Dino Marangon e Michele Beraldo.

Il momento conviviale del vernissage del 4 marzo è offerto dagli sponsor tecnici Latteria Soligo e Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore.

Ingresso Libero

Orari:
sabato 16.00-19.00
domenica 10.00-12.30 e 16.00-19.00

Info: Comune di Pieve di Soligo tel. 0438/985335
cultura@comunepievedisoligo.it
www.pievecultura.it

Biografia Pope

1972 – percorso variabile in rosso – cm 120×80

Pittore particolarmente raffinato e rigoroso, via via capace, senza bisogno di ricorrere ad alcuna imitazione o riferimento sterno, di coltivare una sempre più articolata espressività, Pope può essere considerato uno tra i più creativi esponenti della cosiddetta Pittura Analitica, impostasi all’attenzione della critica e del collezionismo, in Italia e in Europa, a partire dagli Anni Settanta.

Formatosi All’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Bruno Saetti e di Giuseppe Santomaso, dopo aver esordito con alcune iniziali ricerche di matrice informale, Pope verrà dapprima operando un’inventiva analisi degli emblematismi Pop, per approfondire quindi più complesse indagini geometrico-percettive, caratterizzate da una elaborata elaborazione progettuale delle concentrazioni e dispersioni delle energie luminose.

In seguito, liberatosi, già a partire dai primi anni Settanta da ogni ossequio alle istanze ottico visuali, Pope verrà indirizzando la propria creatività a una approfondita riflessione sui vari elementi e sul linguaggio stesso della pittura: nasceranno così i suoi Percorsi variabili  caratterizzati dalla iterazione di bande cromatiche di uguale larghezza, costituite da due toni leggermente discontinui dello stesso colore,  dispiegate a coprire interamente la superficie del quadro, innestando un sottile gioco di uniformità e di differenze. Ben presto Pope verrà però mettendo in questione i suoi stessi propositi operazionali, velando le sue opere precedenti di una sottile patina dorata.

Lungi dal ridursi a mera fattualità, tale apparente cancellazione aprirà la strada a una sempre più puntuale riflessione sulle singole componenti della pittura e sulle loro relazioni dialettiche: tra supporto e superficie, tra colore e configurazioni immaginative, tra energia e controllo, studiate in un nuovo rapporto con lo spazio e l’ambiente anche tramite il frazionamento, in più parti, del piano dell’opera e la sua libera ricomposizione sulla parete.

Avvicinatosi alle posizione della cosiddetta Pittura Analitica, mentre nel frattempo si moltiplicano le occasioni espositive e le sue partecipazioni a importanti rassegne e Simposi in Italia e all’estero, Pope verrà sviluppando la propria creatività in una posizione di singolare equilibrio tra l’esplicarsi di una dirompente immediatezza espressiva di origine segnico-gestuale e l’approfondimento di più controllate istanze astrattiste di ambito razionale.

L’emergere dell’evento cromatico appare così, non senza conflitti e linee di frizione, pur se ricomprese in un ordine strutturale e costruttivo, mentre per contro la forma non si mostra mai racchiusa in una intangibile, geometrica perfezione, lasciando così affiorare il pungente sapore della vita anche se trasfigurato nella creativa dimensione dell’opera.

In questo orizzonte, molteplici emergono allora i riferimenti alla storia della pittura contemporanea; dalla vastità delle superfici di Clyfford Still alla perentorietà della cosiddetta Pittura Segnaletica, dall’impetuosa energia degli oscuri tralicci di Franz Kline, alla spirituale libertà del suprematismo di Malevitch, alla contemplativa metodicità delle immagini di meditazione di Albers.

Nelle sue opere più recenti, Pope  è andato sempre più affinando la qualità della propria pittura che, nella sempre più raffinata e vibrante perfezione del ductus, nella sottile invenzione dei timbri coloristici, nella calibrata  delineazione e curvatura dei contorni, tali da conferire talvolta ai suoi splendidi velari cromatici una sottile virtualità spaziale, va sempre più qualificandosi come una irrinunciabile ricerca di bellezza, in opposizione alle brutture e alle cialtronerie che spesso ci circondano.

Related Post