Franco Marrocco Traiettorie ombra a volo d'uccello

Un intervento site-specific a 75 anni dalla distruzione del Monastero

 

Il messaggio di amore di San Benedetto trova, nella storia dell’Abbazia di Montecassino, che le sue spoglie custodisce, il suo simbolo più grande. Nello stretto dualismo tra meditazione e azione, spiritualità e materia, mente e corpo, la Regola del santo, ora, lege et labora, alimenta da anni la speranza, anche dopo la folle, dissennata distruzione del monastero durante la seconda guerra mondiale. Qui, nell’Abbazia ricostruita, si sceglie di continuare la commemorazione del 75° anno dal tragico evento, coinvolgendo ora un artista molto legato a Cassino, Franco Marrocco, con una selezione di opere appartenenti a cicli differenti, sviluppate negli ultimi decenni. Negli spazi del museo la poetica di Marrocco, uomo dal profondo senso spirituale, dialoga frontalmente con i sensi, ricercando nel segno e nel colore dimensioni psichiche profonde, senza ricorrere a mezzi figurativi narrativi.

 

 

Il dolore del passato diventa il punto da cui si può ripartire per un futuro di rigenerazione

 

In Traiettorie, ombra a volo d’uccello, del 2008, il ricordo di un passato doloroso è commovente, nell’intensità e nella violenza del rosso, nell’inquietudine e nel dilagarsi del nero, nelle tenebre del bombardamento ora imminente, ora avvenuto. È la fascia del lutto, indossata dalle donne, a raccontare il finale, come una pellicola bruciata: Ora. Il risveglio spirituale trova forza in Ascesa del 2012, dove il rosso si fa corpo, sangue, vita, che dall’orizzonte sviluppa la sua elevazione in un cielo verticale. L’opera, monumentale, assume una dimensione sacra, liricamente intima. Il contesto silenzioso dell’abbazia la illumina, guidando questa processione liberatoria verso l’alto: Lege. L’attenuazione dei cromatismi, i paesaggi accennati, a metà tra il naturale e l’artificiale, i segni ritmicamente tattili, la pluralità di piani, collocano l’intervento sitespecificEco del bosco. 15 febbraio. Reperti nello spazio della memoria, da cui riaffiora un passato velato, dal cui dolore si può ripartire. L’ampolla di vetro, collocata a muro con acqua purissima, e i pezzi di legno raccolti nel bosco, richiamano l’attaccamento alla terra, alla materia, alla presenza, alla storia: Labora. “La sensazione che si prova di fronte alle opere del maestro Franco Marrocco è quella di una sospensione intima e quieta, seppur interrogante”. Così l’Arciabate di Montecassino, Dom Donato Ogliari, ci invita a una riflessione sul passato, per non smettere mai di porci domande sul futuro.

 

Franco Marrocco
Succisa Vireshit –
L’eco del bosco
Museo dell’Abbazia
Di Montecassino
A cura di
Roberto Capitanio
Emma Zanella

Elena Altemura

 

 

 

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