ANNE-KARIN FURUNES davanti a un suo lavoro di grande formato/in front of a large format work

Memorie in pixel
L’emozione nasce osservando dalla giusta distanza le figure sfuggenti

COME UN MIRAGGIO, SCOMPAIONO SE CI SI AVVICINA TROPPO: GIOCANO A NASCONDINO CON CHI GUARDA L’ARTISTA SI INTERROGA SULLE DINAMICHE IN CUI LO SGUARDO E LA VISIONE SI INTRECCIANO

ANNE-KARIN FURUNES, Portrait of picture
ANNE-KARIN FURUNES, Portrait of picture

Fantasmi della memoria, identità sconosciute che innescano insinuanti giochi con la luce e con il nostro sguardo: queste le prime risposte emozionali procurate e alimentate dal misterioso intervento di Anne-Karin Furunes sulle figure ridotte a pixel.
Si tratta di un reiterato e subdolo movimento di captazione perché gli interpreti delle opere sembrano sfuggire a un’analisi troppo ravvicinata che ne vanifica i contorni. Al pari di un miraggio, di un orizzonte irraggiungibile, di un desiderio declinato oltre ogni tattilità.
Fino al 29 settembre una personale di quest’artista, nata nel 1961 a Trondheim in Norvegia, è ospitata alla Galleria Tornabuoni Arte di Firenze. Afferma Rachele Ferrario nel testo in catalogo a proposito delle tele ritmicamente perforate secondo una personalissima tecnica per ottenere quegli effetti di cui si è appena fatto cenno: “Furunes s’interroga e ci interroga sulle dinamiche in cui lo sguardo e la visione si intrecciano e interagiscono con i nostri modi di comunicare e concepire l’immagine oggi. I punzoni con cui Furunes buca la tela sono di varie dimensioni (…)

Per leggere l’intero articolo, puoi acquistare la copia n. 5/2018 della rivista ARTEiNWorld, disponibile sul nostro sito, in digitale o nella versione cartacea.


ANNE-KARIN FURUNES ONE-MAN SHOW AT TORNABUONI ARTE IN FLORENCE
Memories through pixel

When observed from the right distance, her elusive figures stir up emotions

IF OBSERVERS DRAW TOO NEAR TO THEM, IMAGES DISAPPEAR LIKE MIRAGES, PLAYING HIDE AND SEEK WITH THE EYE THE ARTIST WONDERS ABOUT DYNAMICS IN WHICH GAZE AND VISION INTERTWINE

ANNE-KARIN FURUNES, Illuminated moments IX, 2016
ANNE-KARIN FURUNES, Illuminated moments IX, 2016

Ghosts of memory and unknown identities that trigger insinuating games with light and with our gazes. These are the first emotional responses that Anne-Karin Furunes stirs and feeds with her mysterious operation on images reduced to pixels.
These works lead the observer to a repeated and deceitful movement of perception, in which the subjects of images seem to escape from close-range analysis, which tends to dissolve their outlines. Like a mirage, an unreachable horizon, a wish that develops beyond all tactility.
Until September 29, Galleria Tornabuoni Arte in Florence houses a solo show of the artist born in Trondheim, Norway, in 1961. In the catalogue that accompanies the exhibition, Rachele Ferrario writes that the artist rhythmically perforates the canvas using a most personal technique, in order to get these effects: “Furunes wonders about dynamics in which gaze and vision intertwine and interact with the way in which we communicate and perceive images today, and invites us to do the same. The punchers she uses to perforate the canvas are of different size (…).

To read the full articole, buy the n. 5/2018 of the magazine ARTEiNWorld, available on our website, in digital or paper edition.

ANNE-KARIN FURUNES
TORNABUONI ARTE
FIRENZE/FLORENCE
TESTO IN CATALOGO/TEXT BY
RACHELE FERRARIO
FINO/UNTIL 29/09

LUCIANO CAPRILE

Related Post