MATT MULLICAN

The Feeling of Things

11 aprile / 16 settembre 2018

a cura di Roberta Tenconi

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese, 2 – Milano

Ingresso gratuito

info www.hangarbicocca.org


di NICOLETTA ZANELLA

I grandi numeri, ai quali ci hanno abituato le proporzioni uniche dello spazio di HangarBicocca, si fanno grandiosi nell’importante retrospettiva realizzata su Matt Mullican (Santa Barbara, California, 1951). ‘The Feeling of Things’ infatti occupa interamente i 5.500 mq. delle Navate e del Cubo dispiegando, e non solo in lunghezza, l’intero lessico visuale sviluppato da Mullican dagli anni ’70 ad oggi. Le oltre 6.000 opere che popolano la scena hanno richiesto infatti settimane di allestimento.

Il visitatore, dopo l’impatto con un dispiegamento di immensi stendardi appesi, è proiettato nella affascinante cosmologia creativa dell’artista percorrendo una struttura che ricalca un campo di gioco. Cinque aree colorate racchiudono i ‘cinque mondi’ di Mullican., un percorso di conoscenza e ri-specchiamento che parte dall’area rossa con i lavori di That Person, l’alter ego che l’artista utilizza per scandagliare le profondità psichiche attraverso trance autoindotte dall’ipnosi. Nell’area nera, come i vecchi caratteri tipografici, la carta impressa in tutte le sue declinazioni definisce linguaggio e comunicazione. Disegni e appunti tappezzano i tavoli e gli oltre centoventi bulletinboard a formare un’incredibile raccolta. Sono presentate qui, per la prima volta, oltre duemila fotografie provenienti del suo archivio. Al centro del percorso, l’area gialla riporta al mondo della cultura e della scienza includendo l’opera matrice originaria dell’esposizione: M.I.T. Project (1990), un’installazione meta-architettonica in cui oggetti e materiali di diversa natura sono organizzati secondo un ordine prestabilito. ‘The Feeling of Things’ prosegue con la sezione blu, dedicata alla vita quotidiana, dove il tema sviluppato attraverso opere su carta, in granito e vetro, oltre che con video e film realizzati da Mullican negli anni ’70, è quello della città ideale. L’area verde, infine, mostra una selezione di oggetti readymade legati alla natura, riferendosi alla percezione umana e alla sua relatività.

Lo spazio del Cubo, con oltre settanta Rubbing che ne ricoprono interamente le imponenti pareti e l’installazione di 449 tavole enciclopediche di magnesio, conclude un percorso coinvolgente. 

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