Okwui Enwezor

Il mondo dell’arte dice addio a Okwui Enwezor. Lo storico e curatore di arte contemporanea nigeriano ci ha lasciati all’età di 55 anni, dopo lunga malattia.

Tra gli incarichi più importanti della sua carriera, la direzione della 56a Biennale di Venezia: All The Word’s Futures (2015). È stato il primo curatore di origine africana a dirigere la manifestazione veneziana e a supervisionare Documenta 11 a Kassel nel 2002.

Enwezor ha influenzato molti musei eurocentrici a raccogliere e valorizzare artisti provenienti da regioni storicamente sotto-rappresentate. La sua personale e visionaria idea dell’arte contemporanea emerge con la direzione dell’Haus der Kunst di Monaco di Baviera nel 2011. Tra le sue mostre più significative ricordiamo quelle di Stan Douglas, Georg Baselitz, Ellen Gallagher, James Casebere, Lynette Yiadom-Boakye, Hanne Darboven, Frank Bowling, Matthew Barney. Memorabile l’esposizione del 2016 “Postwar: Art Between the Pacific and the Atlantic, 1945-1965”, un’indagine senza precedenti sulla produzione artistica del dopoguerra in tutto il mondo, che comprendeva circa 350 opere realizzate da più di 200 artisti. Lascia l’Haus der Kunst a metà del 2018, a causa del cancro.

Negli ultimi mesi, malgrado la malattia, continua comunque a seguire attentamente le vicende dell’arte contemporanea, sempre pronto a dispensare consigli.  Per la Biennale di Venezia di quest’anno, che si aprirà a maggio, si è adoperato come consulente strategico per il primo padiglione nazionale del Ghana.

Diceva: “Quando ho iniziato, il mondo dell’arte era molto eurocentrico e occidentale-centrico e aveva bisogno di curatori solidi per essere cambiato”. Ha lavorato instancabilmente nel corso di più di 30 anni per concretizzare questa missione, indicando un nuovo modo di presentare e insegnare l’arte.

Antonella Piazzolla

Dichiarazione di Okwui Enwezor in occasione della Cerimonia di premiazione della Biennale Arte. Venezia, 9 maggio 2015

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