Alberto Biasi, plagio

IL PLAGIO È PRATICA CORRENTE E REDDITIZIA
IL RECENTE CASO DELLE COPIE DI OPERE STORICHE DEL MAESTRO ALBERTO BIASI

In fondo, ne aveva già fatto le spese van Gogh. È di pochi mesi fa la notizia della scoperta a Shenzhen, in Cina, di stanze-dormitorio in cui decine di disegnatori ammassati in pochi metri quadri e con turni massacranti sfornavano falsi van Gogh. Può, dunque, vantare almeno un precedente significativo Alberto Biasi, padovano, tra i massimi esponenti internazionali dell’optical art, l’arte cinetica, e tra i fondatori negli anni ’60 dello storico gruppo N. Certo ci è rimasto di stucco, quando in un grande magazzino della multinazionale Maison du Monde ha trovato le riproduzioni abusive di una sua opera d’arte risalente al periodo 1965-1980. Da lì la scoperta che il tutto rientrava in un vasto giro di oggetti d’arte prodotti in serie e messi in commercio. Immediata la denuncia, che ha portato a un decreto di sequestro in tutti i magazzini italiani della multinazionale.

Ma è tutt’altro che un episodio isolato. Anche in questo caso, la matrice va ricercata in Cina: accanto alle conserve di pomodoro, agli orologi, alle magliette, alle borse, anche le opere d’arte finiscono nel tritacarne del tarocco più esasperato. Biasi ha infatti scoperto che la selezione delle sue opere da imitare avveniva in Asia nell’ufficio acquisti della stessa Maison du Monde, che il produttore in serie delle copie era cinese, e che lo stesso aveva residenza in Cina; solo il legale rappresentante della Maison era francese. E siccome anche il plagio è globalizzato, ecco che un amico cileno gli ha appena segnalato da Santiago che lì si sta verificando esattamente un analogo inganno: corredando il tutto con un video via whatsapp di un suo ritratto accompagnato con l’ironica scritta ere un maestro de maestros, artista de Cina! Al di là dell’episodio specifico, c’è chiaramente un problema di più ampia portata: il mercato dei falsi, è ormai dilagante, ed è molto complesso poter mettere in atto una salvaguardia efficace, anche per una carenza normativa, malgrado l’encomiabile impegno del nostro nucleo dei carabinieri per la tutela del patrimonio artistico. Una lacuna da colmare.

Francesco Jori

 

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