NEW YORK: IL PUPAZZETTO DEL FÜHRER FIRMATO CATTELAN PAGATO 17,2 MILIONI DI DOLLARI

0
Lorella Pagnucco Salvemini Direttore ARTEiN

Lorella Pagnucco Salvemini
Direttore ARTEiN

Lorella Pagnucco Salvemini – C’erano una volta i collezionisti: regnanti, principi della chiesa, nobili di illustri casati, spesso in guerra fra loro, a contendersi non solo terre e potere, ma anche i più geniali artisti del loro tempo. Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Tiepolo non sarebbero passati alla storia senza la loro illuminata munificenza. Poi, fu la volta della committenza borghese, quella delle grandi famiglie di mercanti fiamminghi, olandesi. Volevano una pittura che li rappresentasse così come erano, operosi e floridi, ricchi in virtù delle proprie fatiche e grazie alla benevolenza divina. Anche loro ci hanno consegnato capolavori, secondo una linea che va da van Eyck a Vermeer, Rembrandt, Frans Hals, fino alla nascita della natura morta e della pittura di genere. Il resto è storia contemporanea, spesso storia di degenerazione contemporanea. Il collezionista colto e raffinato, dal gusto sicuro e indipendente è sempre più raro. Quello in grado di imporre una propria tendenza, e non di seguire pedissequamente i dettami della moda del momento, una mosca bianca. Vive in disparte dai riflettori, evita i vernissage griffati Moma o Tate. Sa che l’arte, oggi, va cercata altrove, in Australia o nella galleria sotto casa, dappertutto purché lontano dalle luci della ribalta. è uno che non si lascia stordire dalle fanfare mediatiche. Si informa, ma dopo pensa con la sua testa, che scuote esterrefatto alla notizia giunta fresca dall’ultima asta di Christie’s a New York, dove Him di Maurizio Cattelan è stato aggiudicato alla cifra record di 17,2 milioni di dollari. Così tanti soldi per un pupazzetto di cera e resina, materialmente realizzato da bravi artigiani? Che trivialità e che bluff. Eppure, è proprio così che sta andando il mondo, a suon di trovate volgari, scambiate per genialità, e astute operazioni di marketing applicate a livello planetario. Prendiamo Him, (Lui), l’innominato. In realtà, raffigura un Hitler in taglia da Hitlerbambino, inginocchiato, nell’atto della preghiera. A quale Dio si starà mai rivolgendo quell’inverosimile Führer in atteggiamento penitenziale: a Odin-Wotan? Un’opera che, comunque, ha già fatto il giro dei musei di mezzo mondo, irriverentemente collocata nel 2012 nell’ex ghetto di Varsavia. “Macché provocazione, la mia è un’opera spirituale”, la risposta dell’autore all’inevitabile, e ovviamente voluto, vespaio di polemiche che ne è seguito. E, ora, dulcis in fundo, a comprare il suo Hitler milionario è stato Marx. Erich, non Karl, certo, ma all’ironia della sorte non c’è limite. E, viene da chiedersi, che farà con quella sculturina il collezionista tedesco dal cognome impegnativo: la porrà a fianco di una edizione pergamenata del “Capitale”, scatterà sull’attenti, braccio destro teso in avanti, gridando Heil ogni volta che ci passerà davanti, o, sbollito l’entusiasmo per l’incauto acquisto, inizierà a pensare come liberarsi al più presto di quella sorta di subprime che si è portato a casa?

 

NEW YORK: THE LITTLE PUPPET OF THE FÜHRER SIGNED BY CATTELAN PAYED 17,2 DOLLARS

By Lorella Pagnucco Salvemini – Once upon a time there were art collectors: kings, cardinals, noble families, often at war among themselves over not only land and power, but also for sponsorship of the artistic geniuses of their era: Michelangelo, Raphael, Titian, Caravaggio, and Tiepolo would not have made history without the enlightened munificence of their patrons. Then came the turn of the bourgeois benefactors, the great Flemish and Dutch merchant families. They demanded paintings that represented them as they were, industrious and rich, self-made through their own hard work and divine benevolence. They too handed down masterpieces, in a line from Van Eyck to Vermeer, Rembrandt, and Frans Hals, including the invention of still life and genre painting. The rest is modern history, which we’re tempted to call modern decadence. The refined, cultivated collector, armed with sure taste and independent perspective, is ever harder to find. A collector able to establish a trend rather than blindly following the momentary dictates of fashion is as rare as a white fly. This collector avoids the glare of the floodlights, shuns the designer-label vernissage at Moma or at the Tate, and knows that art today is to be sought elsewhere, in Australia or the gallery on the corner; anywhere, in fact, but far from the footlights. The mind of the true collector who refuses to be stunned by media fanfare can only be horrified at the news coming from the recent auction at Christie’s New York, where Maurizio Cattelan’s Him sold for a record 17.2 million dollars. So much money for a wax and resin puppet created not by the artist himself but by a staff of skilled artisans? How squalid, and what a con game! But this is the way of the world today, where the crowd chases vulgar stunts, mistaking them for genius, and slick marketing schemes imposed on planetary scale. Consider Him, the Unspeakable One, for what it really is: it portrays Hitler dressed as a boarding school boy, kneeling in the act of prayer. To what God could the Führer be praying in such a penitential pose: to Odin-Wotan? No matter, the work has already tourned museums across the world, and in 2012 was irreverently displayed even in the Warsaw Ghetto. “It’s no gesture of provocation, but a spiritual work”, explains Him’s creator, in answer to the inevitable, and obviously fully-intended, wasp’s nest of polemic that has accompanied the work. And now, saving the best for last, there appears a millionaire named Marx to purchase Hitler. Not Karl, of course, but Erich, showing that the irony of chance is limitless. We cannot resist wondering: what will the German collector with the imposing name do with that little sculpture? Will he display it next to a vellum edition of “Kapital”, standing at attention right arm thrust out, shouting Heil every time he walks past it? Or, once over his enthusiasm for his injudicious purchase, will he begin thinking about how he can free himself as soon as possible from that subprime loan that he foolishly dragged home?

No comments