Nando Stevoli Pleating 2019 Rosso

Come una increspatura del pensiero

 

Una esibita eleganza fa intuire l’insidia dell’apparenza

 

Il gesto di Lucio Fontana, volto a incidere e a violare la superficie del quadro con un taglio che introduce il mistero dello spazio così traumaticamente conquistato, trova nel “rigorismo” di Nando Stevoli un aggancio e un rimando concettuale di particolare interesse. Infatti l’autore ferrarese recupera l’idea fontaniana modificandone l’impatto attraverso plissettature della tela che introducono il mistero del vuoto sottostante con elegante e delicata movenza. L’eventuale taglio si traduce pertanto in un’improvvisa assenza di materia o nella trattenuta apertura di un sipario che assorbe lo sguardo e lascia ampi margini interpretativi a chi si accosta alle sue opere. Altrimenti tali pieghe si dispongono in ritmiche associazioni creando un margine di raffinata lievitazione formale che può rimandare a certe soluzioni ideate dagli artisti giapponesi allorché interpretano ed esaltano quelle modulazioni spaziali che soddisfano i giardini dello spirito. Nella circostanza si stabilisce un ordine compositivo continuamente rinnovato da una formulazione in perpetuo, armonico divenire. Come se la sospensione del gesto programmasse già il suo seguito, la sua successiva logica di movimento: la materia in ordinata e fluttuante sollevazione sembra un respiro trattenuto dalla stupefazione non solo per chi l’ammira ma anche per l’autore stesso nel momento in cui egli formula ed esibisce il frutto della magia sulla prevalentemente monocroma superficie della tela che si comporta come una pagina in attesa di essere interpretata. Fatte tali precisazioni, Stevoli può dunque arricchire il suo racconto di parallele modulazioni, di preziose varianti narrative.

 

L’operazione concettuale introduce il mistero del vuoto sottostante con delicata movenza

 

I movimentati flussi di tessuto, che talora sembrano evocare certe piegature di antichi pepli, conquistano nei campi del bianco lattiginoso, del blu intenso, del rosso acceso o del rosa pallido o del nero notturno, tragitti progettuali, architetture oniriche, geometrie di sostegno emozionale come se il segreto della loro funzionalità ci appartenesse per quel tanto o per quel poco che possiamo penetrarlo. Stevoli ci sottopone infatti la pianta di un tesoro che ci appartiene ma che dobbiamo ogni volta riconquistare. Un altro artista che ci soccorre come punto di riferimento è quel Piero Manzoni che nel cotone, nel gesso e nel polistirene inseriva il ritmo di un racconto che profumava di effimera universalità, di sconvolgente immediatezza, di rinnovabile riflessione esistenziale. Per certi versi Nando Stevoli sembra raccogliere il testimone proprio da Manzoni e da Fontana, da questi due grandi indagatori dei misteri e delle contraddizioni del nostro tempo. Egli cerca di enunciare i suoi dubbi con una preziosità contraddittoria e pertanto più prossima alle verità del mondo che ci appartiene. Succede alla sua esibita eleganza quando fa intuire le insidie dell’apparenza. Proprio per tale motivo queste pieghe, queste increspature del pensiero sembrano appartenerci come un destino da sciogliere nel piccolo o grande oltre che ci attende al di là dello sguardo.

 

Le mostre del 2019

Baf, Bergamo Arte Fiera,
Gennaio 2019

Artegenova, Genova,
Febbraio 2019

Scope Art Fair, New York
Marzo 2019

Hofa Gallery, Londra
Maggio 2019

Miart Gallery, Milano
Personale,
Settembre 2019

Grandart Artfair, Milano
Ottobre 2019

Artepadova, Padova
Novembre 2019

Mediolanum Art Gallery, Padova
Mostra personale
Fino al 30 Novembre
A cura di Lattuada Gallery
Milano

Luciano Caprile

 

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