Oltre la siepe

Se è vero che c’è un tempo per ogni cosa, è altrettanto vero che non sempre siamo noi a deciderlo e così mi accade che più mi impegno nel pianificare ogni particolare della mia vita e più mi trovo spiazzata di fronte all’imprevisto. Ora, mio malgrado, sono obbligata a lasciarmi andare, a lasciarmi violentare dal tempo che oggi ci impone di fermarci, di riflettere e di eliminare il superfluo.

Il nostro isolamento forzato ci obbliga ad osservare il mondo da spettatore, senza giocare il nostro classico ruolo quotidiano, spingendoci così oltre il confine della nostra casa, oltre la siepe “che il guardo esclude”, alla ricerca di quella felicità, così difficile da stringere a sé in questo mondo dove, come diceva Bauman, “l’unica certezza è l’incertezza”.

Difficilmente il cambiamento è indolore ma io ho la netta sensazione che ora che gli schemi individualistici sono rotti, con la consapevolezza che da soli non possiamo farcela, senza paura e con positività, saremo assolutamente capaci di risollevarci e in tutto questo l’arte non potrà che esserne protagonista, perché capace di guardare oltre l’orizzonte e di entrare in quell’intimo dell’uomo da dove trovano origine tutti quei sentimenti che guidano le nostre azioni.

Qui di seguito voglio proporre alcuni lavori che ho realizzato per la mostra in programma, dal 22 Maggio all’8 di Giugno, a Roma presso la Galleria Deniarte. In queste opere, come mio consueto, cerco di indagare sulla percezione della “realtà soggettiva” dell’individuo, che è distorta e lontana dalla realtà oggettiva, sempre più filtrata da mezzi tecnologici, influenzata dalle esperienze vissute e resa evanescente dal repentino cambiamento che non lascia il tempo all’abitudine e alla sedimentazione.

 

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