MOSTRA ANTOLOGICA
CINZIA PELLIN
BOLOGNA – Galleria d’Arte Contemporanea Wikiarte
12/11 – 24/11 2016
A cura di: Deborah Petroni

L’artista Cinzia Pellin nasce il 19 luglio 1973 a Velletri, antichissima città dei Volsci situata nella provincia di Roma. Fin dalla tenera età
possiede, per doti innate, il senso delle proporzioni dedicandosi al disegno con un utilizzo dei colori a olio fin dall’età di sette anni. Dopo il Liceo Artistico, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma diplomandosi al corso di scenografia con il professore Venditelli, ottenendo il massimo dei voti. Il richiamo alla pittura fu molto forte in Cinzia Pellin che decise di dedicarsi con il massimo impegno lasciando di conseguenza la scenografia. Quest’ultima peṛ riecheggia nella sua Arte, perché i suoi quadri tendono ad avere la valenza di quinte teatrali sia per la dimensione, sia per l’impatto visivo totale.

Il volto umano è il focus del percorso artistico della Pellin che si vitalizza nell’universo femminile.
Nella pittrice Cinzia la donna assume tracce di contemporaneità: piccoli tasselli e dovizie di particolari, uniti in un’abile forza compositiva, forniscono agli occhi dell’osservatore una donna forte, energica ma nel contempo romantica. Una femminilità d’oggi dipinta in svariati modi d’essere. Volti non comuni, che dalla carta patinata o da foto di amiche vengono interiorizzati da Cinzia Pellin in un unicum compositivo d’effetto. Un viso acqua e sapone si personifica all’improvviso in diva e una star contrariamente si trasforma in una donna non più vip, all’interno di un sottile equilibrio di gioco dato da repentini cambi di ruolo.

Il colore rosso, molto amato dall’artista, invade tutto il supporto della tela o evidenzia dettagli quali labbra o unghie. Una cromia Pellin che
esplode con intensità ed energia, unendo vita, passione e sangue in un equilibrio enigmatico di vita e morte.
L’evoluzione pittorica di Cinzia è passata negli anni attraverso tre importanti ricerche. Dall’iniziale utilizzo di sovrapposizioni e velature di
tonalità grigie è passata a sfumature di bianchi lirici atti a evidenziare a piacimento e in alternanza dettagli di labbra e unghie. I visi femminili
diventano meno marcati perché appaiono eterei, frutto di un miraggio che rimane impresso per gli occhi ben delineati e vivi. L’ultima ricerca
ripropone echi dell’amato disegno, inserendo sul colore a olio interventi di matita a olio. Una sorta di nuova grafia, che compare nei capelli o nei
dettagli dei volti fornendo un effetto estraniante.

La pittrice Cinzia Pellin non si focalizza solo sulla femminilità delle donne, ma ci fa riflettere sull’infanzia, raffigurando bimbi felici per la
spensierata età o tristi per una condizione di cui non hanno colpa. L’artista dal 2002 lavora in esclusiva per la Vecchiato Art Galleries di Padova e Milano, che negli anni ha saputo valorizzare ed evidenziare le spiccate doti innate della Pellin.

Le recenti mostre all’estero la vedono presente in Olanda presso la Van Loon & Simons di Vought e Eindhoven Kunstsalon, mentre in Gran Bretagna alla
Different Gallery e Moorehouse di Londra. In Italia invece ha esposto recentemente alla personale “Cinemart – Omaggio al cinema italiano” di Roma
ed è stata premiata con il riconoscimento “Award job & Fashion” alla Grottadei desideri di Amantea in Calabria.

Alain Chivil (Critico d’arte)

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