Pahsi Lin

PERSONALE DEL MAESTRO TAIWANESE A MONZA

 

LA CONOSCENZA DELL’ASTRATTISMO
OCCIDENTALE SI SPOSA ALLA CULTURA
DEL MONDO CUI L’ARTISTA APPARTIENE

 

Indecifrabile. Misterioso. Di certo affascinante per una cultura, la nostra, che si basa su secoli di rivoluzioni, conquiste formali, indagini materiche e introspezioni emotive dogmatizzate in correnti varie ed eventuali.

Il maestro taiwanese Pahsi Lin invece colpisce al cuore gran parte delle nostre certezze, in nome di un percorso che esige la commistione incondizionata tra vita idealizzata e pratica quotidiana, tra sensibilità emotiva e razionalità, con un rigore che non faticheremo a definire calligrafico. Giustamente accostato alla recente grande pittura cinese, da Zang Daqian a Zhao Wuo-Ki a Hsiao Chin – soprattutto per quanto riguarda una puntualità della linea ai limiti del cartografico -, è però nello sviluppo di una personale pittura di matrice astratta che si fortifica il dialogo con l’arte a noi più familiare. Egli infatti traduce con coerenza spiazzante certe evidenti allucinazioni tonali astratto-espressive tipiche di inizio novecento in motivi visivi contemporanei ben definiti e del tutto alieni da una pratica pittorica prettamente emulativa. Pahsi Lin è infatti artista attento alle più naturali qualità dell’astrazione stessa, celando nella sinuosità della linea, nella geometria degli agglomerati formali, persino nell’utilizzo libero della polvere d’oro intesa come elemento pittorico e non come mercificante valore estraneo, quella fisica riconoscibilità a cui la stessa corrente tende.

 

CROMATISMI E DETTAGLI ESUBERANTI
DANNO VITA A OPERE SOFISTICATE,
RICCHE DI PASSIONE

 

Inoltre, sostenitore dell’ideale massimalista, egli regola talvolta il primo piano con grafiche finemente decorate (fiori o porcellane), definendo i simboli di quella stessa cultura sociale che vuole comprendere: una costante estetica che si basa non sulla bellezza oggettuale ma sulla dedizione all’arte della vita, sul desiderio, sulla passione che essa alimenta.

 

IMPORTANTE ELEMENTO L’UTILIZZO
SAPIENTE E RAFFINATO DELL’ORO,
TESTIMONIANZA DI ANTICA TRADIZIONE

 

In questo contesto si sviluppa la personale “Pahsi Lin. Monologo di Doratura – Infinito”, 8-23 giugno, Sale di Rappresentanza Primo Piano Nobile, Villa Reale, Monza, organizzata da BIG Eyes International Vision. La rassegna presenta circa 40 tra dipinti e sculture: opere caratterizzate da un’unione tra gesto pittorico e gesto grafico nelle quali la tecnica è sacrificata a favore di una ricerca razionalmente emozionale. Un conflitto sublime tra ideale e reale, tra capillare descrizione figurativa e compilazione sensibile del colore.

Francesco Mutti

 

PAHSI LIN
MONOLOGO DI DORATURA – INFINITO
VILLA REALE
MONZA

Gli organizzatori

Big Eyes International Vision, società leader nel settore della comunicazione e della programmazione commerciale nell’ambito delle relazioni tra Oriente e Occidente, stimola e sviluppa da anni l’incontro tra queste due diverse culture. In linea con la strategia politica, economica e sociale della Repubblica Popolare Cinese per il miglioramento dei collegamenti commerciali con i paesi nell’Eurasia, Big Eyes organizza eventi benefici ed espositivi che avvicinano le due realtà e ne rinsaldano gli storici legami. Da ricordare: Milano (2011), Teatro Arcimboldi, il concerto della cantante lirica Lv Wei, ambasciatrice dell’Anno Culturale Cinese; Milano, Spazio Oberdan (2014) e Triennale (2015), la mostra “Nuova Via della Seta. L’Arte della Porcellana contemporanea di Jingdezhen e la Cultura del Tè”; Monza (2018), Villa Reale, retrospettiva del maestro Ho Kan. Da rammentare inoltre l’uscita della terzo numero di “AmoMilano”, guida cartacea per turisti cinesi in visita nel capoluogo lombardo dedicata quest’anno al food.

Info: Claudia Pozzi +39 347 7180355 –  claudiapozzi@bigeyesvision.com

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