BANKSY - Police kids - 2006 - © Steve Lazarides

MILANO
AL MUDEC ESPOSIZIONE “NON AUTORIZZATA”

La mostra fake di Banksy
Nuova provocazione del writer senza volto

DOPO LA RAGAZZA COL PALLONCINO CHE SI È AUTODISTRUTTA A LONDRA
L’ATTENZIONE MEDIATICA SULL’ARTISTA MISTERIOSO È PIÙ CHE MAI VIVA

BANKSY - Flying Copper - 2003 - © Steve Lazarides
BANKSY – Flying Copper – 2003 – © Steve Lazarides

Dear Banksy, what about the show in Milano is it a real exhibition or another fake? Thanks.
It is another fake.
FAQ faq@banksy.co.uk.

Questo lo scambio di mail intercorso tra un curatore e l’artista per chiarire la condivisione da parte del più famoso e misterioso street artist mondiale, del progetto espositivo che inaugurerà al Mudec di Milano il prossimo 21 novembre: “The art of Banksy. A visual protest”. Nel sito ufficiale del museo si legge: “La mostra non è autorizzata dall’artista”.

Proprio in questi stessi giorni un’altra azione, invero un po’ sospetta, si è aggiunta al curriculum delle provocazioni-contestazioni di Banksy al sistema mercificato dell’arte: l’opera La ragazza col palloncino, dopo essere stata battuta per 1,2 milioni di euro a Sotheby’s a Londra, è scivolata nel cestino, ossia in un “trita-carta” preinstallato nella cornice, così listellandosi per metà. Come si legge su r.it di “Repubblica”, il lavoro, d’ora in poi, si intitolerà Love is in the bin, ossia l’amore è nel cestino.

Con semplici figure quali scimmie, topi, poliziotti, bambini, gatti e membri della famiglia reale, Banksy propone riflessioni su contenuti sociali, contesta il sistema BANKSY - Kids On Guns - 2004 - ©.Steve Lazaridesconsumistico dell’arte e il mainstream, ogni forma di sopraffazione e violenza economica e istituzionale. Occulta il suo ego con l’anonimato, diventa così, paradossalmente, ancora più universale.

Al Mudec si espongono settanta lavori tra dipinti, sculture, stampe, fotografie e video in un percorso accademico (probabilmente l’artista si dissocerebbe anche da questo termine).

Gianni Mercurio, il curatore, ha suddiviso la rassegna in 4 sezioni: in “Movimenti” si indagano i Modifies Oils dove Banksy interviene su copie di opere esistenti, inserendovi elementi stranianti. In mostra pure gli Stancil, lavori realizzati con questa tecnica grazie alla quale è possibile eseguire, in velocità, interventi illegali, in genere in mono o bicromia.

Banksy nasce dalla strada, è uno street artist, e non potevano mancare, quindi, le fotografie e i video dei suoi murales realizzati in luoghi significativi nei 5 continenti (famosi quelli sul muro di Betlemme). Come ha spiegato Shepard Fairey (Obey, l’amico street art che ha ideato anche il manifesto elettorale di Obama, Hope): “Le immagini sono divertenti e brillanti, e pure talmente semplici ed accessibili: anche se i bambini di 6 anni non hanno la minima idea di che cosa sia un conflitto culturale, non avranno alcun problema a riconoscere che c’è qualcosa che non quadra quando vedono Monna Lisa che impugna un lanciafiamme”.

Anche se non autorizzati, quindi, proprio come quei bambini andremo a Milano a lanciare fiori e a far volare palloncini a forma di cuore verso un cielo che sa di pace.

Michele Ciolino

THE ART OF
BANKSY
A VISUAL PROTEST
MUDEC
MILANO
A CURA DI
GIANNI MERCURIO
21/11/18 – 14/04/19

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