VELASCO VITALI - Veduta, 2018-2019 - Ph. Lorenzo Palmieri

Milano e la montagna secondo Velasco
Leonardo da Vinci e Claude Monet tra le fonti di ispirazione

 

LA CITTÀ E I PAESAGGI NATURALI, DECLINATI
IN UNA INCONFONDIBILE CIFRA STILISTICA,
SONO CONGIUNTI IN UN PERCORSO UNITARIO

Fino al 25 maggio la M77 Gallery ospita la personale “Velasco Vitali. Veduta”, a cura di Danilo Eccher.

La mostra si sviluppa sui due piani della sede espositiva e ha come protagonisti la città di Milano e i luoghi montani cari all’artista. La rassegna si apre, al piano terra, in un ambiente estremamente suggestivo. Al centro, una grande tela, in cui è dipinto un paesaggio delle Prealpi lombarde. Ispirazione dell’opera è un piccolo disegno di Leonardo da Vinci creato, si narra, dal duomo di Milano. Vitali riprende il lavoro del genio del rinascimento, rappresentando lo stesso paesaggio ma in grande scala, arricchito del tocco cromatico e dell’intima soggettività che lo lega a quei luoghi. Di fronte uno specchio d’acqua artificiale appositamente realizzato crea un interessante gioco di riflessi e di cambi di prospettiva, duplicando l’opera come una sorta di visione e dotandola di nuovi significati. Il lago rappresenta un luogo di meditazione, in cui le riflessioni dell’artista e dello spettatore si rispecchiano e si approfondiscono.

Al piano superiore, il soggetto è il duomo di Milano, ripreso in quattro diversi momenti: all’alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio e di notte. Stavolta l’artista ha guardato alla celebre serie di dipinti che Claude Monet dedicò alla Cattedrale di Rouen, rappresentandola in diverse situazioni di luce e di condizioni meteorologiche, per dimostrare come esse influenzino la percezione umana, tanto diversa dalla realtà oggettiva. Ma se nelle ricerche impressioniste il protagonista era il colore, Vitali compie una svolta rinunciandovi e proseguendo con l’utilizzo unico del bianco e nero, riuscendo comunque a rendere con grande maestria le variazioni atmosferiche e di luminosità.

L’AUTORE TALVOLTA RINUNCIA AL COLORE
E UTILIZZA IL BIANCO E NERO, RIUSCENDO
A RENDERE LE VARIAZIONI DI LUMINOSITÀ

In questa esposizione vediamo i due temi cari al pittore, la città e i paesaggi naturali, declinati secondo la sua inconfondibile cifra stilistica e congiunti in un percorso unitario, in cui i profili rocciosi delle montagne e le guglie verticali del duomo si corrispondono in un affascinante gioco di richiami.

La vita

L’artista, pittore e scultore, nasce nel 1960 a Bellano, una piccola cittadina sul lago di Como; la sua carriera inizia in seguito all’incontro con Giovanni Testori e alla partecipazione alla rassegna “Artisti e Scrittori” alla Rotonda della Besana a Milano.

A partire dal 1987, Vitali dedica al tragico dissesto idrogeologico che colpisce la Valtellina una serie di opere poi confluite in “Paesaggio Cancellato” – a cura di Roberto Tassi. Sul finire degli anni ’90, Vitali partecipa alla Quadriennale di Roma e concentra la sua ricerca artistica sui porti del Mediterraneo e delle città del Meridione. Dal 2005 i suoi lavori sono accolti nella collezione del Macro di Roma. Fra le numerose occasioni espositive, ricordiamo la partecipazione alla Biennale di Venezia (2011), la personale “Foresta Rossa”, sul tema delle città fantasma, presso la Triennale di Milano (2013), la vincita del premio FIPRESCI alla Berlinale per il documentario “Il Gesto delle Mani”(2015).

Sonia Lucia Malfatti

VELASCO VITALI
VEDUTA

M77 GALLERY
MILANO
A CURA DI
DANILO ECCHER
FINO AL 25/05

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