MBU-69 Roma - Non è mai troppo tardi

Con la serata di giovedì 21 novembre si è conclusa NON È MAI TROPPO TARDI, nuova fatica espositiva dell’artista italiano MBU-69 a cura di Francesco Mutti e organizzata presso gli ambienti dello Show-Room POSTO di Roma, con un eccellente riscontro di pubblico e critica.

L’innovativo linguaggio proposto dall’artista, nell’ambito di una ricerca formale che affonda le proprie radici strutturali nel fumetto d’autore, coglie appieno la qualità instrinseca della grande illustrazione storica italiana, che da sempre promuove a livello internazionale un’influenza stilistica oltre che narrativa, a cui ancora oggi viene riconosciuto l’appellativo di “scuola”.

Attraverso la tecnica artistica del ri-collage MBU-69 da vita a una sequenza quasi infinita di stravolgimenti narrativi che interessano la genesi stessa dell’opera d’arte: non più soggetta a un singolo punto di vista, la storia vede moltiplicata la propria continuità, assecondando da un lato la curiosità dell’osservatore, dall’altro certificando la bontà della visione d’insieme attraverso mirati interventi di colore.

L’artista reinterpreta, proprio nel 70° anniversario del celebre TEX, i grandi maestri del fumetto italiano, da Guido Crepax a Milo Manara, da Sergio Zaniboni a Tiziano Sclavi, da Fernando Fusco a Luciana e Angela Giussani, da Magnus a Mauro Boselli, Stefano Casini e molti altri, dando loro una nuova vita e connotandoli di un’interpretazione inconsueta e sovversiva. Servendosi dei grandi lavori tratti da edizioni speciali e dalla sua collezione privata, egli seziona con diligente sapienza: da TEX e Dylan Dog a Nathan Never e Diabolik; apportando anche interventi su storie di Batman e Superman nonche sull’eccellenza del fumetto erotico e provocante italiano, con brani celebri tratti da Valentina e Miele.

Scene piccanti celate dietro il mito dell’eroe, donne bellissime e dal fascino assoluto e uomini figli di un’epoca senza timori, simboli di un’Italia che aveva in sé il germoglio del cambiamento. Le opere a distanza di anni alimentano così curiosità e seduzione continue, nell’intento di distogliere il grande pubblico dall’idea di un’arte secondaria e puramente grafica adatta solo a una lettura infantile, ponendo invece l’accento sulla forza espressiva assoluta che meglio rappresenta uno dei linguaggi visivi di maggior diffusione negli ultimi cinquant’anni di storia dell’arte, che ancora oggi riesce ad attirare un vasto pubblico senza limiti di età.

Antonella Piazzolla

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