MASSIMILIANO ALIOTO
GHOSTS? 
MUSEO ANDERSEN
ROMA/ROME

A CURA DI/CURATED BY GABRIELE SIMONGINI
FINO/UNTIL 04/02


di MARIA ANGELA TIOZZI

MASSIMILIANO ALIOTO, UN ARTISTA ORIGINALE, MOSSO DA VIVA CURIOSITÀ, COLTIVA ENIGMI PITTORICI

L’ESPOSIZIONE “GHOSTS?” GENERA UN PONTE FRA PASSATO E FUTURO

Come diceva Sant’Agostino, “il lungo passato è il lungo ricordo del passato”. Lo sanno bene tutti quegli artisti che si alimentano del ricordo per potersi proiettare anche avanti, nel futuro. Massimiliano Alioto (Brindisi, 1972) è uno di loro, ama viaggiare nel tempo e introdurre nel suo lavoro riflessioni che spaziano dalla cultura bizantina a quella medievale, rinascimentale, sostando specialmente nell’800 e ‘900. Fruga tra le pieghe del passato per scoprirvi indizi, simbologie che transitano senza soluzione di continuità dal personale approfondimento conoscitivo all’elaborata narrazione collettiva, spesso anche tematicamente caratterizzata, come il lavoro Codex Corruptionis (Biennale di Venezia 2013) o la recente mostra “Asfissia” al (M.A.C. Milano) dove un dipinto di Angelo Morbelli diviene il soggetto di una trama simbolica che si snoda tra citazioni e innovazioni linguistiche di taglio cinematografico.

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by MARIA ANGELA TIOZZI

MASSIMILIANO ALIOTO, A HIGHLY INQUISITIVE, ORIGINAL ARTIST WHO CULTIVATES PICTORIAL ENIGMAS

THE EXHIBITION CALLED “GHOSTS?” BUILDS A BRIDGE BETWEEN PAST AND FUTURE

As Saint Augustine of Hippo used to say, “a long past is the long memory of the past”. This is something all artists who feed on their memories to project themselves toward the future know quite well. Massimiliano Alioto (Brindisi, 1972) is one of them; he loves me travelling and enriching his works with reflections on cultures from different periods, from the Byzantine Age and the Middle Ages to the Renaissance, paying special attention to the Nineteenth and Twentieth Centuries. Alioto searches the folds of the past for clues and symbolisms that uninterruptedly alternate between a personal, cognitive, in-depth analysis and an elaborate, collective narration. Quite often, this process is thematic in nature, as is the case of Alioto’s work Codex Corruptionis (2013 Venice Biennale) and his more recent exhibition, “Asfissia” (on display at the M.A.C. in Milan), where one of Angelo Morbelli’s paintings becomes the subject of a symbolic drama which unravels in cinematographic quotations and linguistic innovations.

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