Marino Marini: un nucleo antifrode, in 30 anni di lavoro, scova 5mila opere false attribuite all’artista

Sono circa 1100 le opere di Marino Marini che un nucleo di esperti antifrode della Fondazione intitolata all’artista ha certificato come autografe in 33 anni di paziente lavoro analitico, passando in rassegna oltre 6mila opere provenienti da tutto il mondo.

A rendere noti i dati, per la prima volta dal 1984 ad oggi, è stata la Commissione scientifica stessa, composta attualmente da Maria Teresa Tosi, direttrice del museo Marini di PistoiaAlfredo Coen e Flavio Fergonzi, tre esperti impegnati dunque nella tutela di un patrimonio dal valore artistico ed economico immenso, come quello che il poliedrico artista pistoiese ha disseminato in giro per il mondo, passando per Canada, Giappone e, in particolar modo negli anni ’50, per gli Stati Uniti.

Piccole sculture, specialmente equestri, ma anche sculture monumentali, dipinti di grandi dimensioni, bronzi, gessi, oli su tela, litografie: queste le opere che più spesso,canadian pharmacy portate a Palazzo Tau da appassionati, galleristi e collezionisti italiani o stranieri, passano al vaglio della Commissione, la quale annualmente, con cadenza quadrimestrale, si ritrova ad esaminare più di cento opere, delle quali la gran parte viene poi decretata come non attribuibile alla mano dell’artista.

Infatti, fino ad oggi, già circa 5000 sono stati i casi di falsi scovati, in favore però di 341 sculture, 115 dipinti e 762 fra disegni e tempere, dei quali è stata garantita la paternità mariniana.

La Commissione è ormai un vero e proprio punto di riferimento unico nel mondo per quanto riguarda le opere di Marino Marini, anche perché per valutare l’autenticità o meno dei diversi prodotti pharmacy online artistici, si avvale dell’archivio storico curato dalla moglie dell’artista, Mercedes Pedrazzini (detta Marina), nonché di cataloghi che riportano tutte le opere di Marino, sparse in Italia e all’estero fra musei, gallerie d’arte e collezioni private.

Non basta il nome di Marino, scritto a mano con lettere maiuscole visibile solitamente nella parte inferiore delle opere, ad attestare l’autenticità dei capolavori dell’artista pistoiese” ha affermato Maria Teresa Tosi.

E’ infatti naturalmente essenziale una profonda conoscenza dello stile mariniano, fra i cui tratti distintivi vi sono l’immediatezza del tratto del colore, le pennellate continue e un estremo equilibrio nelle https://health-e-child.org/ proporzioni, per quanto riguarda la pittura (per le sculture la difficoltà nell’identificazione è maggiore).

Non solo. Come ha commentato Tosi, “a giocare un ruolo fondamentale è anche l’enorme impatto emozionale che scaturisce quando ci si trova di fronte a un’opera di Marino. Un colpo d’occhio che lascia senza fiato”.

AM

(Marino marini nella foto di Paolo Monti, 1958)