Milano, Alla Fabbrica del Vapore una mostra di Magritte con solo immagini hi-tech

MILANO,
MOSTRA MULTIMEDIALE SULL’ARTISTA BELGA
Alla Fabbrica del Vapore solo immagini hi-tech

LA VITA E LE OPERE DEL MAESTRO
DEL SURREALISMO SONO RICOSTRUITE
SU SCHERMI AD ALTA DEFINIZIONE

 

Non quadri, non disegni, non sculture, non installazioni o ancora non performance, oggi una mostra può proporre solo immagini.

In questi giorni a Milano va in scena René Magritte in versione multimediale. Il mistero, la metafisica, la ricerca sistematica di un effetto poetico attraverso immagini visionarie che come lui stesso afferma “Non sono temi”, “Sono Pensieri Visibili”, sono idee, “Sono immagini che si incontrano che mi si impongono”. Si tratta spesso di oggetti comuni come la mela, la pipa, la pietra, le scarpe, “solo che a volte il cappello è posato su una mela, l’uccello è di pietra, le scarpe sono piedi… e la giacca ospita una dolce vallata.”.

La scelta di ricostruire virtualmente con sofisticati mezzi tecnici la vita e la storia del grande maestro è entusiasmante. Il visitatore è immerso in una dimensione inaspettata, è totalmente coinvolto fin dall’inizio quando nella sala visual attraverso i monitor è accompagnato nel percorso artistico di Magritte che mostra i suoi dipinti e la sua storia

L’immersion room è il punto focale della rassegna: travolto da centinaia di immagini che senza soluzione di continuità invadono le pareti, il soffitto e il pavimento della grande stanza, ti ritrovi protagonista nei dipinti, colto da una fitta pioggia di omini con bombetta, mele, pipe, sonagli , alberi, lune, pietre in una dimensione fantastica.

 

NON C’È MODO MIGLIORE PER CONOSCERE
E CAPIRE L’ARTISTA BELGA, SOSPESO
TRA METAFISICA, FILOSOFIA E POESIA

 

Non c’è modo migliore per capire e conoscere Magritte: surrealismo, metafisica, filosofia e poesia si fondono per rispondere a domande sulla precarietà delle cose e delle nostre certezze, e quale sia il confine tra reale e irreale come nello straordinario dipinto: La condizione umana del 1933 dove si rimane disorientati su quale sia il quadro, la finestra, il dipinto o il panorama. Viene il dubbio che l’artista ci stia prendendo in giro, ma come dice lui stesso: “La pittura è l’arte della somiglianza, ma un’immagine dipinta non può essere somigliante. Essa non appartiene che al pensiero della somiglianza”.

Magritte ama sovvertire l’ordine delle cose, come quando pone una pietra in cielo vicino a una nuvola e così pure fa un riferimento analogo nel suo capolavoro Le affinità elettive, dove in una gabbia sta un grande uovo. E anche nell’Invenzione collettiva, proponendo una sirena con la testa di pesce e il corpo umano, suscita sgomento e sensualità allo stesso tempo.

Riuscirà pure a disorientare il suo gallerista storico, Iolas, con I valori personali: in una stanza un piccolo letto e un piccolo armadio sono sovrastati da un bicchiere e un pettine giganti. Iolas dirà che questo quadro lo fa star male, Magritte sarà soddisfatto perché era questo che voleva.

Grazie alla creatività innovativa della curatrice belga Julie Waseige abbiamo la possibilità di essere catturati dal mondo onirico di Magritte.

Milano, Alla Fabbrica del Vapore una mostra di Magritte con solo immagini hi-tech
Milano, Alla Fabbrica del Vapore una mostra di Magritte con solo immagini hi-tech

Marzia Spatafora

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