Quando l’arte indica la via della difesa della natura

Secondo il report di WWF “Pandemie, l’effetto boomerang della distruzione degli ecosistemi”, la diffusione del Covid-19 dipende, in larga misura, dalla crescente devastazione di enormi territori, tra i quali, in primis, quelli forestali. Esiste uno strettissimo legame tra la salute dell’ecosistema e quella delle sue specie. A seguito della chiusura forzata della mostra di Tomàs Saraceno a Palazzo Strozzi a Firenze dal titolo “Aria”, a cura di Arturo Galansino (22.02.2020 – 19.07.2020), l’artista ha dichiarato “riduciamo i nostri spostamenti per rallentare lo spostamento delle particelle e aiutare tutti a stare più al sicuro… muoviamoci in modo diverso per un futuro migliore”. L’arte di Saraceno unisce scienze naturali e sociali, sollecita un nuovo punto di vista sulla realtà e invita a entrare in connessione con elementi naturali quali polvere, ragni o piante che sono parti delle sue istallazioni e metafore del cosmo. Nel palazzo fiorentino l’autore dialoga con il contesto rinascimentale e ci invita a considerare non più l’uomo al centro del mondo ma l’uomo come parte di un universo da rispettare. È possibile immaginare un’era diversa, dall’Antropocene all’Aerocene, un tempo  segnato da una nuova sensibilità ecologica.

Le opere di Palazzo Strozzi invitano a sentirci parte di un Universo da rispettare

Come scrive in catalogo Galansino, “Aria” “vuole essere un monito a rispettare il pianeta e la sua atmosfera”. Proprio nell’aria fluttuano, nel cortile del palazzo, tre sfere specchianti sospese, dei prototipi di palloni areosolari. Sono sculture evocative di un pianeta libero da frontiere e da combustibili fossili (Thermodynamic Constellation). Il tema conduttore della rassegna attinge dalla figura del Ragno e della sua tela. I ragni emettono vibrazioni attraverso la loro tela per connettersi con la realtà che li circonda così accade anche per le opere di Saraceno, che stimolano a percepire fenomeni ultrasensoriali. Nelle sale del piano nobile si attraversa la rappresentazione della mappa delle connessioni neurali del cervello (le Bolle di connettoma). In Sounding the air e Webs of at-tent(s)ion ci immergiamo nel mondo sensoriale delle ragnatele che diventano immagine dell’universo. Oracolo del nostro passato, presente e futuro, il ragno è simbolo della mostra. Proprio quel ragno tesse la sua tela oggi anche fuori dal museo chiuso nel progetto “In Contatto”: il blog del sito di Palazzo Strozzi è diventato, in questi mesi, piattaforma di testi, immagini, video a disposizione di tutti. Aiutiamo anche noi quel ragno a invadere il mondo.

 

Tomás Saraceno
Aria
Firenze
Palazzo Strozzi
A cura di Arturo Galansino
www.palazzostrozzi.org

Michele Ciolino

 

 

 

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