Lucio Fontana Spatial Environment in Red Light, 1967/2019 Reconstruction authorized by Fondazione Lucio Fontana – project Pirelli HangarBicocca 2017 © 2018 Fondazione Lucio Fontana/Artists Rights Society (ARS), New York/SIAE, Rome

NEW YORK
IL METROPOLITAN MUSEUM RENDE OMAGGIO AL MAESTRO

La rassegna ripercorre l’intera produzione artistica, dal 1931 al 1968

Lucio Fontana (1899-1968) nasce in Argentina, figlio di uno scultore con il quale da giovane collabora. Studia in Italia e, rientrato in Argentina, firma il Manifesto Bianco (1946): «Si richiede il superamento della pittura, della scultura, della poesia e della musica. È necessaria un’arte maggiore in accordo con le esigenze dello spirito nuovo». La sua rivoluzione è iniziata da tempo: all’Accademia di Brera era stato allievo di Adolf Wildt e, nelle speranze del maestro, avrebbe dovuto continuarne l’arte, ma invece «appena uscito dall’Accademia ho preso una massa di gesso, le ho dato una struttura approssimativamente figurativa di un uomo seduto e le ho gettato addosso del catrame. Così, per una reazione violenta… a me interessava trovare una nuova strada, una strada che fosse tutta mia».

NEL DOPOGUERRA DECRETÒ IL SUPERAMENTO
DELL’ESTETICA E DELL’ARTE TRADIZIONALI
APPRODANDO AI CONCETTI SPAZIALISTI

In linea con l’avanzare della corsa alla conquista dello spazio, Fontana si fa promotore dello spazialismo e firma due manifesti (1947, 1951): «Col dominio dello spazio l’uomo costruisce la prima architettura dell’era spaziale, l’aeroplano. A queste architetture spaziali in movimento trasmetteranno le nuove fantasie dell’arte. Si va formando una nuova estetica, forme luminose attraverso gli spazi. Movimento, colore, tempo e spazio i concetti della nuova arte».

Crea – sintesi e spirito delle idee espresse – i Buchi e i Tagli che, segni assoluti, squarci vibrati sulla superficie con gesto irrevocabile, segnano la fine della figurazione ed evocano su tele monocrome un senso di sospensione e insieme il desiderio di superare la finitezza del quadro. Con i suoi Concetti spaziali e le sue Attese, Fontana ha messo in atto il suo credo: «Scoprire il Cosmo è scoprire una nuova dimensione. È scoprire l’Infinito. Così, bucando questa tela – che è la base di tutta la pittura – ho creato una dimensione infinita. Qualcosa che per me è la base di tutta l’arte contemporanea».

Fende lo spazio, per far ‘fiatare’ il cosmo, cerca la luce oltre la superficie della rappresentazione.

Il Metropolitan Museum di New York (al Met Breuer in Madison Avenue e alla Gallery 913 del Met Fifth Avenue, dove è presentata una sua monumentale installazione al neon) rende omaggio al maestro con On the Threshold (23 gennaio – 14 aprile 2019), rassegna organizzata con la Fondazione Lucio Fontana di Milano. L’esposizione porta, già dal titolo, il pubblico ‘sulla soglia’ dell’intera parabola artistica (dal 1931 al 1968) del maestro che fu, oltre che padre dei Tagli, scultore, pittore, disegnatore e ceramista. La mostra, curata da Iria Candela ed Estrellita B. Brodsky, illumina la figura di un protagonista della modernità che ha concepito non opere, ma ‘concetti d’arte.’

Myriam Zerbi

LUCIO FONTANA
ON THE THRESHOLD
METROPOLITAN MUSEUM
NEW YORK
CURATA DA
IRIA CANDELA,
ESTRELLITA B. BRODSKY
23/01 – 14/04

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