LUCIO FONTANA- 4 tagli rosso - cm 73 x 60

AOSTA
DAI SEGNI CONCENTRICI AI CELEBRI TAGLI

La rassegna al Museo archeologico rivisita l’influenza su altri maestri

La mostra “Lucio Fontana. La sua ombra lunga, quelle tracce non cancellate” aprirà i battenti il prossimo 13 aprile al Museo Archeologico Regionale di Aosta.

Curata da Giovanni Granzotto e Leonardo Conti, la rassegna nasce da un corpus di circa venti opere fra tele, ceramiche e carte del maestro italo-argentino, realizzate fra gli ultimi anni ’40 e la fine degli anni ’60. Ricostruiscono il percorso creativo dell’artista, a partire dai primi segni concentrici su carta, fino ai celeberrimi tagli nella tela. L’esposizione vuole evidenziare come il movimento spazialista, inaugurato dalle ricerche di Fontana, abbia dato vita ad una nuova idea di arte, interpretando in modo originale e moderno alcuni concetti che hanno segnato il passaggio di un’epoca: spazio, tempo, movimento, nuova fede nelle scoperte della scienza e della tecnologia. L’obiettivo principale dei curatori è mettere in luce l’ombra lunga proiettata dallo spazialismo di Fontana che ha coinvolto e influenzato le ricerche di intere generazioni di artisti, dagli anni ’50 del secolo scorso fino ai giorni nostri.

Al Museo archeologico troviamo, dunque, raccolte anche le opere di alcuni grandi maestri che, a partire dalle tematiche spazialiste, hanno sviluppato e declinato forme diverse e originali di espressione artistica: gli Achrome di Piero Manzoni, le Estroflessioni di Agostino Bonalumi e Enrico Castellani, le ricerche cinetiche di Alberto Biasi o Gianni Colombo, e ancora i lavori di Gianni Dova, Giuseppe Santomaso, Nunzio e molti altri. Di sala in sala, l’esposizione offrirà la possibilità di cogliere una linea di continuità che rende la visione spazialista aperta persino sul futuro.

Sonia Lucia Malfatti

LUCIO FONTANA
LA SUA OMBRA LUNGA,
QUELLE TRACCE
NON CANCELLATE

MUSEO ARCHEOLOGICO
REGIONALE DI AOSTA
A CURA DI
GIOVANNI GRANZOTTO
LEONARDO CONTI

13/04 – 22/09

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