FRANCO ANGELI, Senza titolo, metà '70

Un viaggio nell’arte

Resterà aperta fino al 20 gennaio 2019 la mostra Itinerari, realizzata dalla galleria Guastalla Centro Arte di Livorno nell’anno in cui molte sono state le mostre pubbliche che hanno celebrato l’anniversario dei 50 anni dal 1968, data cruciale per i cambiamenti della società e del costume: si tratta di un allestimento che tende a valorizzare opere realizzate principalmente durante i decenni degli anni ’60 e ’70, considerati, questi, come periodo di snodo e di forte rinnovamento dell’arte contemporanea in Italia.

L’intento della mostra è proprio quello di analizzare, anche se certamente non in modo esaustivo, alcuni sviluppi che l’arte contemporanea ha avuto in quel periodo, quasi fosse un piccolo viaggio dentro correnti, movimenti, tendenze che già esistevano o che nascono in quel momento e si sviluppano anche successivamente.

Sono proposti autori come Emilio Scanavino con un importante olio del 1973, e una tecnica mista del 1968, Fausto Melotti con una scultura in acciaio di del 1968, ma anche Consagra, Corpora, Turcato, Dorazio, Reggiani, Santomaso quasi a fotografare lo stato di quelle tendenze astratto-informali, nate in periodi precedenti a quello preso in esame, ma che ancora in quegli anni mostravano tutta la loro vitalità.

Testimone di un nuovo linguaggio di tipo concettuale che porterà alla nascita dell’arte povera è Michelangelo Pistoletto, che figura con 2 opere multiple.

Negli anni ’60 e ’70, si registra la nascita e la diffusione nella sua pienezza di un linguaggio Pop, tipicamente italiano, diverso ma vicino a quello sviluppatosi negli stessi anni in altri paesi occidentali di cui protagonisti sono Mario Schifano, in mostra con un Paesaggio anemico degli anni ’70, Franco Angeli con alcuni dipinti degli stessi anni e Tano Festa presente con 2 opere tratte dal ciclo degli “Omaggio a Michelangelo” del 1978.

Altre individualità che hanno visto crescere il loro lavoro in modo autonomo e originale a cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70 e che grande importanza hanno avuto, tanto da essere considerati dei capiscuola, sono Rodolfo Aricò ed Enrico Baj qui rappresentato sia da un importante dipinto e collage del 1973 ispirato alla vicenda del Watergate, che da alcune “maschere” in legno. Interessante anche la sperimentazione portata avanti da Elio Marchegiani sin dai primi anni ’60 con la serie delle “Serrature”.

Trova spazio in questa esposizione anche Renato Guttuso del 1973 con il dipinto “Tetti di Palermo” del 1976 ed alcune opere su carta, a testimonianza di quanto ancora in quegli anni l’approccio della figurazione realistica, erede della grande tradizione italiana fosse ancora vivo e capace di esprimere soluzioni interessanti.

Marco Belforte

ITINERARI
Viaggio in Italia dopo gli anni ’60

GUASTALLA CENTRO ARTE
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FINO/UNTIL 20/01/2019
ORARI: lun./ven. h 10,00 – 13,00 / 16,30 – 20,00; sab. 10,00 – 13,00

 

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