MARCELLO PIETRANTONI Disegno/Drawing Aprile/April 2020

I disegni degli anni ’70 mi hanno ridato la carica

Della pandemia qualche cosa sappiamo: tutti ora sappiamo tutto. Di fronte “all’invito” a restare chiusi in casa per quasi due mesi si è aperto uno scenario nel quale ognuno ha dovuto chiedersi: cosa faccio? Io decido di mettere mano al mio archivio fotografico. Ritrovo fotografie di disegni di un periodo iniziato a metà degli anni 70; quello che pensavo allora era di indagare e rappresentare un oggetto costruito con parti molto semplici ed elementari creando una rappresentazione primitiva molto viva. Una sorta di oggetto che fosse continuità di un corpo umano, di una materialità psichica in un’epoca molto antica: insomma un oggetto arcaico forse in un gioco “anti design”. Mi sono ricordato che all’epoca con mia figlia Cristina avevamo fatto una ricerca intorno agli Indiani pellerossa, trovando una storia incredibile riguardo la tribù Hopi: sei cartelle che raccontano una meravigliosa leggenda. Era la storia di uomini vissuti nel 1500 in Arizona vicino alla natura, dei loro miti e delle loro tremende profezie che per quanto mi riguarda rimangono nella storia dei miei disegni.

Per due mesi, ho ritrovato la voglia di creare con fogli di carta e pennarello

Senz’altro questa storia allora mi aveva “caricato il fucile”; ritrovatala è diventata un missile. Per due mesi ho disegnato usando fogli di carta e una Pentel Pen nera numero 50 e ho trovato quello che esalta la mia parte peggiore in sintonia con la parte migliore della mia visione. A chi mi dice che dopo questa pandemia tutto tornerà come prima rispondo: spero di no! Considerando la realtà di questo mondo della tecnologia siamo ormai davanti ad un precipizio e quindi io che non pratico il parapendio penso che forse dovremmo ricominciare dagli inizi.

Marcello Pietrantoni

 

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