Ma quanto è contemporaneo Raffaello

Immersa in un silenzio insolito, ho iniziato a scrivere, riscoprendo una classicità per niente fuori moda. Là fuori tutto scorre, panta rei: la natura, nel suo continuo mutamento, che l’uomo più volte ha tentato di ingabbiare nelle sue logiche di profitto, di egoismo si riprende i suoi spazi. Quasi un monito all’uomo ad accettare il divenire, lasciare che tutto prosegua secondo il suo naturale scorrere. Siamo nell’era dei social, dove l’esigenza di rappresentare il quotidiano è diventata quasi un’ossessione e una necessità. In realtà, sin dall’età preistorica, gli esseri umani hanno sempre voluto lasciare la loro impronta: raccontare la loro esistenza, fino ad arrivare all’epoca rinascimentale dove la centralità dell’uomo è diventata a tal punto fondamentale da mostrare scene di vita quotidiane molto simili ai nostri tempi. È il caso del celebre dipinto di Raffaello Sanzio, Autoritratto con amico: è impressionante la moderna rappresentazione dei soggetti, entrambi sembrano in posa, come in una fotografia scattata dal cellulare, come in un selfie. Oltre la genialità di Raffaello, quest’opera mette in scena non un’autocelebrazione dell’uomo, che esalta in maniera quasi esasperante le sue velleità, la sua quotidianità bensì un legame umano forte e sincero: l’amicizia. In questo momento storico di stand-by ho colto un invito ad abbandonare quella logica dell’apparire, del mostrare e mostrarsi a tutti i costi al meglio agli occhi degli altri e a riscoprire i veri valori dell’esistenza umana, il rispetto per tutto l’universo: è questo il nuovo bello da coltivare e diffondere. L’arte contemporanea, a mio parere, ha colto il messaggio e ha saputo mettere in scena la centralità di un uomo consapevole, dove regina è l’idea dell’artista, che mostra quel “bello soggettivo” che fa discutere, che smuove qualcosa dentro, che sa dire qualcosa. Jackson Pollock ha affermato: “Non fa molta differenza come la pittura viene applicata fintanto che qualcosa viene detto. La tecnica è solo un mezzo per arrivare ad una dichiarazione”: in tutto questo Raffaello non è mai stato così contemporaneo.

 

Dopo aver frequentato il Liceo Classico, con gli studi in Giurisprudenza si accinge alla pratica presso lo studio legale dell'Avvocato Leonardo Dell’Innocenti a Viareggio, dove ha la possibilità di conciliare due grandi passioni: diritto ed estetica, approfondendo l'applicazione di nuovi strumenti giuridici al mondo dell'arte. Amante della lettura dal genere classico fino a quello legato all'attualità, un po' come per l'arte, verso la quale è spinta da una profonda curiosità e voglia di conoscere. Da quel “So di non sapere” socratico, inizia ad appassionarsi all'arte contemporanea: Pollock, Fontana, Warhol, Lichtenstein i suoi artisti preferiti. Nel tempo libero ama dedicarsi all'attività fisica, soprattutto lunghe passeggiate all'aria aperta e alla visita di città storiche, magari alla ricerca di qualche mostra d'arte.

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