Le pene dell’anima di Boccioni · Boccioni’s suffering Soul 

Cesare De Michelis

IL CASO / di Cesare De Michelis

IL SUICIDIO NELLE PROVE LETTERARIE DELL’ARTISTA

Umberto Boccioni, prima di riconoscere nella pittura e nella scultura la propria più autentica vocazione, il che avvenne a Roma dove frequentò lo studio di Balla, aveva dato sfogo ai suoi malumori adolescenziali negli anni inquieti a cavallo tra i 2 secoli, scrivendo quanto meno una novella e un breve romanzo, nei quali specchiava un autentico mal di vivere, un’insofferenza e un’ansia di cambiamento, che condivideva con molti dei suoi coetanei, che aspettavano frementi il secolo nuovo, dove tutto sarebbe cambiato e gli affanni avrebbero finalmente trovato pace.

Basti pensare a Michelstädter, che si spara dopo aver spedito la sua tesi di laurea (1910), a Slataper, che si confida deluso nel “Mio carso” (1912), a Papini che intitola il suo racconto autobiografico “Un uomo finito (1913), per riconoscere una fervente immaginazione tragica e una diffusa tentazione suicida, alle quali certo Boccioni non sfugge…

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THE CASE / by Cesare De Michelis

SUICIDAL TEMPTATIONS IN THE ARTIST’S LITERARY WORKS

Before learning about his most authentic vocation for painting and sculpture while attending Balla’s atelier in Rome, during the restless years of the turn of the century, Umberto Boccioni poured out his teenage worries in literature. He wrote a short story and a short novel, where he gave vent to his mal de vivre, his impatience and his anxious call for change. Like many of his contemporaries, Boccioni’s restlessness was rooted in the eagerness to see the new century, when everything would change and grief would turn into peace.

We only have to think of Michelstädter, who shot himself after submitting his degree dissertation in 1910, of Slataper, who gave vent to his disappointment in “Mio carso” in 1912, or of Papini, who called his autobiographical tale “Un uomo infinito” in 1913 , to identify that passionate and tragic imagination and that common suicidal temptation Boccioni was not immune from.

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