Con queste parole Cesare De Michelis, poche settimane fa, augurava buon compleanno alla nostra rivista, di cui è stato prezioso collaboratore e amico. Martedì scorso, a Venezia, centinaia di persone – tra cui molti esponenti del mondo dell’editoria – si sono riunite per l’ultimo saluto ad una persona per noi speciale. Per questo ci faceva piacere rendergli ulteriormente omaggio, riportando queste parole, che lui stesso ha scritto per noi. Grazie Cesare.

Trent’anni fa eravamo ancora nel secolo scorso, nella prima Repubblica, nei magnifici anni ‘80, quelli “da bere”: ARTEiN World ha attraversato i decenni con sorprendente leggerezza misurandosi con la metamorfosi della società e della cultura e con le crisi che l’hanno direttamente coinvolta, costringendola a cambi di editore, di attori e di comparse, e persino con il procedere dell’internazionalizzazione – il plurilinguismo – e della globalizzazione, con il rinnovamento delle tecnologie, con l’allargarsi del mercato, ma anche con il suo confondersi in una babele di linguaggi e di tendenze.

Al timone della rivista c’è sempre stata, bionda, alta, elegante, lungimirante Lorella Pagnucco Salvemini, forte della sua esperienza e del suo gusto che l’hanno guidata a esprimersi con immediata franchezza e spontanea sincerità.

ARTEiN World con cronometrica puntualità bimestrale fa il punto su quanto intanto è accaduto, si confronta liberamente col nuovo, è attenta a ciò che resiste e non tramonta, dà conto dell’attività delle istituzioni e delle gallerie, guarda alle città grandi e piccole, è diventata anno dopo anno insostituibile strumento di aggiornamento delle nostre mappe che ci consente ogni volta di ritrovare la strada da cui ci siamo mossi.

Cesare De Michelis

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