La bionda, eterea, astuta, abile fashion blogger Chiara Ferragni agli Uffizi era andata per altri motivi. Avrebbe dovuto soltanto realizzare per “Vogue Hong Kong” un servizio fotografico. A quanto sappiamo, non era stata nemmeno lei a scegliere la sacra location. E non era neppure la prima volta che la moda cercava il sostegno dell’arte per promuovere campagne pubblicitarie. Ogni tanto il colpo riusciva: vedi Prada, le sfilate a Trinità dei Monti a Roma, etc. Ogni tanto no: vedi Gucci che, pur offrendo 2 milioni di euro, si era sentita negare, dai poveri ma dignitosi greci sottoposti alla troika, l’Acropoli quale sfondo per i suoi défilé. Il fatto è che, mentre scorrazzava per le splendide sale rinascimentali in abiti succinti – classe zero, in compenso neanche un filo di cellulite – pure alla business woman del momento è capitato di incorrere in tentazione.

Sarà perché suggestionata dalla superba bellezza dell’edificio, sarà per la vertigine provocata dalla vista di così tanti capolavori tutti assieme, è colpita, invece che da una ormai poco trendy sindrome di Stendhal, da quella ben più attuale del selfie. E sarà per caso, sarà per la complicità di un inconscio che non la fa dubitare sulla sua avvenenza e temere confronti, la scelta della giovane signora è caduta sulla Nascita di Venere di Sandro Botticelli. Nientemeno. Un, due, tre: click. Ecco le due dee assieme in una unica effigie. Sullo sfondo, il volto di Simonetta Vespucci, la nobildonna genovese amata da Giuliano de’ Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico. In primo piano, l’imprenditrice cremonese, moglie dello sboccato e super tatuato Fedez, rapper di professione. La prima adorata da principi e da artisti, la seconda da un numero da capogiro di follower che fanno e dicono tutto quello che lei fa e dice.

La foto è senza dubbio spiazzante, l’accostamento quantomeno azzardato. Ma il padrone di casa, il tedesco Eike Schmidt direttore della celeberrima Galleria, non si è lasciato scomporre. Da uomo di marketing oltre che di lettere, ha colto al volo la ghiotta occasione e rincarato la dose. In un comunicato ufficiale dell’istituzione, la Ferragni viene celebrata quale “divinità contemporanea nell’era dei social”. Esagerato, il teutonico? Sì. Lungimirante, pure. Mentre in rete infuriano le polemiche, i numeri gli daranno ragione: 24 per cento di visitatori in più rispetto alla settimana precedente, 27 per cento in più i giovani. Non male di questi tempi, in una Firenze drammaticamente deserta e orfana di turisti, anche se a infilare i ragazzi dentro il museo è stata una influencer con la pancia di fuori e le mutande al posto dei calzoni. Tocca ammetterlo, ma è dura.

Lorella Pagnucco Salvemini 

nella sua geografia dell’anima ha Venezia, la città natale, nel cuore e la Versilia eletta a buen retiro. Quando nell’adolescenza le chiedevano che cosa avrebbe desiderato fare da grande, rispondeva sicura: viaggiare e scrivere. Così, per raggiungere lo scopo, si è messa a studiare lingue prima, lettere poi. E sono oltre 30 anni che pubblica romanzi, saggi, scrive articoli, gira per il mondo. Ci sono tre cose - dice - di cui non può fare a meno: il mare, la scrittura, il caffè. Ah: è il direttore responsabile di ArteinWorld.

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