ALIGHIERO BOETTI
TORNABUONI ART LONDON
LONDON
04/10 – 10/12

LONDRA/ di CLAUDIA SUGLIANO

flag_of_italyIl Muro? Un mosaico concettuale
La rassegna ruota attorno al celebre work in progress sul quale ha lavorato fino alla morte

alighiero-boettiUN’OPERA MURARIA IN DIVENIRE, CONCEPITA PER LA SUA CASA DI TRASTEVERE A ROMA

L’EVOLUZIONE ATTESTA LA CONTINUA RICERCA DI UN MAESTRO DEL ‘900

Alighiero Boetti, uno dei maestri dell’arte concettuale italiana è il protagonista di una preziosa mostra  alla TornabuoniArt di Londra. La rassegna verte intorno all’ installazione dell’artista torinese, concepita nel 1970 per  la sua casa in Trastevere a Roma, e la cui evoluzione coprì i successivi 20 anni, fino alla sua scomparsa nel 1994. Si tratta de Il muro, sorta di grande opera murale in divenire, che accompagnò in tutte le dimore questo artista, affascinato dal mondo.

Il Muro è composto di 74  elementi, fra cui 15 opere di Boetti; egli, dopo  avere fatto parte dell’ arte povera nella  sua città natale, quasi subito si volse all’arte concettuale, come testimonia la famosa rassegna, tenutasi  nel 1969 a Basilea alla Kunsthalle. I codici di classificazione e comunicazione, la rielaborazione di carte geografiche ed alfabeti  divennero il fulcro della sua ricerca artistica.  In essa una parte significativa ebbe anche la fascinazione per l’Afganistan, dove egli e la moglie  nei primi anni ‘70  aprirono l’One Hotel. Fu proprio a Kabul che Boetti iniziò lavorare alle Mappe, divenute poi i celebri arazzi, tessuti, per suo volere,  dalla donne afgane, secondo l’antica tecnica di questo remoto angolo d’Asia.

A comporre il mosaico del Muro, accanto ai lavori dell’artista (da Mimetico del 1967, a Tutto del 1988-89, attraverso  Mettere al mondo il mondo  e Titoli degli anni 70, tutti alla TornabuoniArte), che rivelano la sua  continua evoluzione e ricerca, c’erano  5 dipinti della figlia Agata, anche presente in una  sua foto da bambina, una mappa delle principali cascate del mondo,  numerose foto,  vari ritagli di giornali, fra cui  quello con la notizia della morte di Pablo Picasso sulla prima pagina  del Kabul Times. Questo work in progress, fondamentale  nella vicenda artistica di Boetti, era per l’artista una continua fonte di ispirazione, oltre che una sorta di particolarissimo memorandum del proprio lavoro.

Per tale motivo è un evento di grande importanza, che l’Archivio Alighiero Boetti abbia concesso di mostrare Il Muro, non più esposto  dal 2002,  a Londra e, per la prima volta, in  una galleria privata, la TornabuoniArte, creata da Ursula Casamonti nel 2015, dopo 20 di collaborazione con quelle di famiglia.

LONDON/ by CLAUDIA SUGLIANO

flag_of_united_kingdomThe Wall? A Concept Jigsaw
An exhibition hinging upon the famous work in progress he worked on until his death

AN EVER-CHANGING WALL DEVISED FOR HIS HOUSE IN TRASTEVERE, ROME

THE  EVOLUTION OF THE WALL TESTIFIES A 20TH-CENTURY MASTER’S ONGOING ARTISTIC RESEARCH

Alighiero Boetti, one of Italy’s leading masters in conceptual art, is the protagonist of a precious exhibition held at the TornabuoniArt  in London. The core of the exhibition is represented by a wall Boetti – native of Turin – devised for his house in Trastevere in Rome in 1970, and on which he continued working on for the next 20 years, until he died in 1994. Called Il muro, this artwork is a sort of ever-changing, great masonry work that accompanied Boetti throughout his life and in every house he dwelled in.

The wall is made  of 74 elements, including 15 works by Boetti. After being in the Arte Povera movement in his home town, Boetti almost immediately turned himself to concept art, as witnessed by a well-known exhibition held at the Kunsthalle in Basel in 1969. His artistic research, mainly centred on classification and communication codes and the revision of geographic maps and alphabets, was also significantly affected by his fascination with Afghanistan, where he opened the One Hotel with his wife’s help in the early 70s. It was in Kabul that Boetti began working on a series of renown tapestries, called Mappe, that some Afghan women weaved on his request employing ancient weaving techniques in use in this remote Asian country.

The jigsaw enriching Il muro gathered several artworks. Primarily, there were many Boetti’s works revealing his constant development and research, from Mimetico (1967) to Tutto (1988-89), through Mettere al mondo and Titoli – both dating back to the 70s –  all exhibited at the TornabuoniArt. The wall also gathers 5 paintings by Boetti’s daughter, Agata, and a photo from her childhood, as well as a map of  the highest waterfalls in the world, lots of pictures, and several newspaper cuttings, among them an article announcing Pablo Picasso’s death on the main page of the Kabul Times. In addition to representing a special memorandum of his art production, this work in progress is a key element in Boetti’s artistic journey and was a continuing source of inspiration for his.

Therefore, the fact that the Archivio Alighiero Boetti authorised the exhibition of Il muro is an event of crucial importance. As a fact, the Tornabuoni Art London, a private gallery established by Ursula Casamonti in 2015 – after 20 years of co-operation with her family galleries – exhibits Il muro for the first time since 2002.

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