La realtà aumentata arriva nei Musei con Google Tango

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La realtà aumentata all’interno dei musei non è più una mera illusione. Il connubio tra Arte e Tecnologia è un qualcosa che abbiamo compreso e fatto nostro, chi più chi meno. E di questa settimana è una novità destinata a cambiare definitivamente l’esperienza dei visitatori dei musei. Una novità che, come spesso accade, ha fatto tappa prima oltreoceano, nella città dell’automobile: Detroit. Il Detroit Institute of Art si è infatti avvalso di una delle tecnologie di Google, Google Tango. Di cosa si tratta? A dire la verità Google Tango non è un progetto nuovissimo del colosso di Mountain View, in quanto se ne era iniziato a parlare già nel 2014, ma senza troppo clamore.

In poche parole, consiste in una tecnologia che attraverso fotocamere e sensori è in grado di riprendere l’ambiente circostante per poi riprodurlo in 3D sullo schermo dello smartphone, consentendoci di plasmarlo a nostro piacimento e fornendoci molte informazioni aggiuntive.  Ad esempio, per tornare al Museo di Detroit, possiamo riprendere con lo smartphone i resti di antichi bassorilievi egizi e vedere, in realtà aumentata sullo schermo, come erano in origine. Oppure, riprendendo i resti della babilonese Porta di Ishtar, potremmo visualizzare l’intera struttura. È possibile interagire anche con giochi e quiz a tema.

Non tutti gli smartphone supportano Tango. Al momento i dispositivi compatibili sono il Lenovo Phab 2 Pro – che il Detroit Institute of Art fornisce ai suoi visitatori – e l’Asus ZenFone AR.

Che finalmente Tango abbia trovato la sua migliore applicazione? Possibile, anche perché Google ha intenzione di sviluppare molte partnership con i più importanti musei del mondo. Detroit è stata l’inizio.

Antonella Criscuolo

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