Gloria Bartoli Simone Menegoi

Uno sviluppo frenato da scelte curatoriali forzate e dalla gabbia delle notifiche

 

Riuscirà questa edizione di Artefiera di Bologna – diretta da Simone Menegoi coadiuvato da Gloria Bartoli – a “riveder le stelle”? È la più antica, la prima nata, fiera d’arte moderna in Italia. Sorta non a caso in un’area di grande humus culturale ed economico, con un bacino di collezionismo decisamente consistente. Imprenditori dalle ampie vedute e dal senso estetico sviluppato. Professionisti con bagaglio accademico importante. E, infine, amministratori lungimiranti e da “prima repubblica”, quando era evidente che l’arte fosse parte integrante di una completa formazione personale. Anche quella in vendita. Sì perché chi ha la passione, il sacro fuoco dell’opera non solo da ammirare in una galleria civica, vuole avere in salotto il quadro, la scultura, la foto d’autore, o l’installazione. Se li vuole gustare e ci dialoga ogni giorno, comprende l’anima dell’autore, ne diventa profondo conoscitore; a volte, è più preparato di un critico. Ecco, quanto a volte scordano – senz’altro inavvertitamente – gli esperti istituzionali: il collezionista si sa muovere autonomamente nel panorama delle proposte delle gallerie. In sostanza, l’impostazione data da Artefiera agli espositori, la regolamentazione forzata entro certi schemi espositivi ritenuti essenziali per ottenere una manifestazione sofisticata, a volte, possono risultare limitanti.

 

Riuscirà questa edizione, diretta anche quest’anno da Menegoi, a riveder le stelle?

 

Al collezionista, quello vero, piace aggirarsi tra tortuosi stand e scoprire: la sua ricerca è alla base della soddisfazione e della gratificazione per l’aver scovato un pezzo raro. Nel sottotitolo della rassegna bolognese compare il termine internazionale. Sì, senza dubbio si può definire così, se non altro per la considerevole presenza di gallerie italiane che con imponenti sforzi impongono i nostri autori alle mostre mercato di Parigi, Londra, Maastricht, Basilea, New York, Miami, Hong Kong. Ad Artefiera qualche collezionista, o operatore in visita straniero, si affaccia e chiede i prezzi; ma, come al solito, la scelta è limitata da notifiche (che non fanno uscire l’opera dal territorio nazionale) già presenti o probabili, in caso di domanda di esportazione. C’è da chiedersi quando l’Italia si unificherà all’Europa in questo settore: all’estero tutto circola liberamente. Avremmo delle fiere competitive e collezionisti di altissimo livello, come nelle altre manifestazioni europee.

 

Artefiera
Bolognafiere
Bologna
24 – 26/01
Direttore
Simone Menegoi
Vicedirettore
Gloria Bartoli

Anna Ostellari

 

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