Pablo Atchugarry, vista Piazza Duomo -ph. DanieleCortese

Il profumo dell’infinito
Un artista classico per l’armonia, moderno negli slanci

 

“THE EVOLUTION OF A DREAM” SI SNODA
FRA LA PIAZZA DUOMO, LA CHIESA
E IL CHIOSTRO DI SANT’AGOSTINO

 

Questo 2019 sembra veramente scandito dal nome e dalle opere di Pablo Atchugarry. Lo scorso maggio Venezia ha accolto il maestro uruguaiano con la mostra “The Movement of Light” che la Galleria Contini ha organizzato durante la Biennale (col felice rimando nei Giardini Casanova dell’Hotel Cipriani della scultura Soñando la paz da lui appositamente creata per la Biennale del 2003). Sempre nel capoluogo lagunare, la Serenissima di Atchugarry si erge nel giardino di Ca’ Corner, come in un saluto al dirimpettaio Angelo della Città di Marino Marini, posizionato davanti alla facciata di Ca’ Venier dei Leoni, sede della Guggenheim Collection. Di rimando l’8 giugno Pietrasanta ha inaugurato “The Evolution of a Dream”, una imponente rassegna di lavori in bronzo e in marmo (col concorso di alcune presenze monumentali), a scandire fino al 29 settembre la piazza del Duomo e il Chiostro di Sant’Agostino, che ha attirato le personalità e la folla delle grandi occasioni in questa celebrata località versiliese che propone una suggestiva appendice a Marina di Pietrasanta dove la sua composizione in acciaio intitolata Search of the future, collocata sul pontile, sembra voler cogliere il profumo dell’infinito oltre la linea d’orizzonte disegnata dall’incontro del cielo col mare.

IL LEGAME DEL MAESTRO URUGUAIANO
IN ITALIA INIZIA NEL ’79, QUANDO L’ARTISTA
COMINCIA A LAVORARE IL MARMO DI CARRARA

 

Una felice sorpresa e una giusta ricompensa per un artista che ha scelto di nutrire, tanti anni fa, il personale talento proprio attraverso il marmo di Carrara privilegiato da Michelangelo. D’altronde ha sperimentato proprio su questi candidi blocchi il piacere e la sorpresa di sentirsi quasi un archeologo, di scoprire la forma che stava nascendo man mano che egli scavava la materia, seguendo l’essenziale traccia della matita sulla misteriosa superficie. E trovare infine il succo di quella verità propugnata dal Buonarroti: la scultura esiste già nella pietra, occorre solo tirarla fuori.

 

GLI IDEALI CHE MUOVONO LA SUA ARTE SONO
DA SEMPRE RIVOLTI ALLA BELLEZZA E ALLA
CONCORDIA DEL VIVERE IN SINTONIA CON GLI ALTRI

 

Pertanto è bello che questo suo “sogno”, suscitato dalle mitiche cave delle Apuane, possa continuare ora qui e spargere ulteriori semi nel futuro che l’attende. Tale comportamento creativo si è quindi trasferito e rinnovato per esempio nei confronti del marmo rosa del Portogallo, è stato conquistato dal grigio del bardiglio e da qualche tempo è approdato alle sculture in bronzo che esibiscono un seducente, vario, ritmico monocromatismo.

 

QUANDO LEVIGA FORME O INCIDE SCANALATURE
LIBERA LA MATERIA, DANDOLE VIE DI FUGA VERSO
L’ALTO, IMPRIMENDOLE UN’ENERGIA ASCENSIONALE

 

Ma in ogni occasione emerge l’intima vocazione di un artista che si colloca fuori da ogni tempo: classico nell’armonica, ascensionale ricerca delle forme e modernissimo nel risolverla cercando dentro di sé l’ispirazione, la verità. L’evento di Pietrasanta ribadisce questi concetti che coinvolgono emozionalmente chi si accosta col giusto animo a tali prove: “D’altronde l’arte deve tradursi in un dialogo”. E questi suoi morbidi, sinuosi, essenziali flussi verso l’alto, verso la luce, propongono i tanti quesiti (anche o soprattutto esistenziali) che attendono una risposta. Non a caso la rassegna che Genova gli dedica dal 6 luglio al 25 agosto nella Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale si intitola “Alla conquista della luce”: una vocazione e una promessa.

Luciano Caprile

PABLO ATCHUGARRY
THE EVOLUTION OF A DREAM

PIAZZA DUOMO
CHIESA, CHIOSTRO
DI SANT’AGOSTINO
PIETRASANTA (LU)

FINO AL 29/09

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