Chi ha spostato il formaggio?

Carissima Lorella, gentile Redazione,

vi ringrazio per l’opportunità che mi avete dato di scrivere in un momento così delicato per il mondo e per il nostro settore. Questa vostra iniziativa gratuita denota sincera sensibilità e solidarietà verso tutta la nostra categoria. Il mondo dell’arte per quanto molto bello ed affascinante vive poi, dietro le quinte, di grande antagonismo ed individualismo spesso davvero eccessivo. Certo è così un po’ ovunque in generale nella società contemporanea ma, consentitemi, nel nostro settore dove spesso ci ergiamo a paladini dell’arte e della cultura, dovremmo essere un migliore esempio per l’umanità. Ecco perché apprezzo particolarmente, in un momento come questo, la disponibilità della tua rivista . D’altra parte rispecchia in pieno il tuo stile sempre elegante e signorile nei modi e nelle maniere.

Ciò detto spero che questa pandemia possa dare luogo ad una vera Rinascita culturale ed artistica ripartendo dai valori fondamentali un po’ smarriti negli ultimi decenni.

Il mercato dell’arte sta subendo il più grande trauma della sua storia contemporanea e quando si tornerà ad una sorta di normalità bisognerà senza dubbio rimettere insieme i cocci per ripartire.

Dopo questo “tempo sospeso”   poco o nulla  sarà più come prima, probabilmente molte gallerie dovranno chiudere o fortemente ridimensionarsi. Stessa cosa per le fiere. Molti artisti, anche quelli importanti,vedranno un notevole  abbassamento del proprio valore commerciale almeno per i prossimi 2 anni. Il ruolo stesso della Galleria, così come è stato sino ad oggi, probabilmente cambierà in “altro”. Dunque fare adesso strategie di mostre future o altro è, secondo me, prematuro ed azzardato. Prima di tutto dobbiamo capire quali saranno le nuove regole del gioco, dopodiché potremmo pensare a cosa fare e non è detto che il nostro lavoro non possa diventare anche migliore di prima . Molto dipenderà certamente da noi, da quanto profitto trarremo da questa durissima lezione di vita.

Ancora una volta bisognerà chiedersi “Chi ha spostato il mio formaggio?” – (Spencer Johnson – Sperling &Kupfer editori). Io me lo sono chiesto già altre volte in più di 20 anni di questa attività ma il problema questa volta è che “il formaggio” non è stato semplicemente spostato, come in passato, ma è diventato “altro”. Toccherà a noi a breve scoprire cosa è.

Un caro saluto

 

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