Jenny Holzer

L’artista neoconcettuale usa scritte semplici e provocatorie

“È necessario esprimere la propria rabbia”, “Se hai molti desideri avrai una vita interessante”, “Esser felici è più importante di qualsiasi altra cosa”, “Sputa su qualcuno con la bocca piena di latte, se vuoi scoprire in fretta quale sia la sua personalità”, frasi icastiche, a volte di un’ovvietà disarmante che inchiodano chi legge al pensiero espresso. Esplicita, disorientante, ironica, Jenny Holzer, artista neo-concettuale statunitense, dagli anni 70 del Novecento usa come medium artistico il linguaggio con contenuti che la gente, e non solo il popolo dell’arte, possa facilmente cogliere. Inizialmente ha scritto le sue frasi su magliette, manifesti, panchine, tazze usa e getta, preservativi, perché la loro diffusione fosse capillare, fuori da gallerie e spazi museali. Le sue dichiarazioni, truisms, modi di dire, slogan, massime, ovvietà o provocazioni, che possono riportare punti di vista e opinioni antitetiche, chiamano sempre a una reazione e sono pensate per stimolare la consapevolezza di chi, leggendo, non debba acquisire passivamente un dato, ma elaborarlo attraverso il suo personale bagaglio di vita per farlo proprio. La tecnologia elettronica e l’uso di scritte di luce le forniscono nuovi modi di elaborazione e divulgazione del messaggio con nuovi materiali che offrono differenti punti di vista.

 

LE SUE DICHIARAZIONI APPAIONO SUGLI
OGGETTI PIÙ DISPARATI E SOLLECITANO
LA CONSAPEVOLE REAZIONE DEL PUBBLICO

 

Le scritte al neon in movimento, proiettate su edifici, o in installazioni, trasformano lo spazio. Paladina dei diritti umani, la sua opera, che denuncia, lotta e rivendica, coinvolge i vari aspetti della vita, pubblici e privati, la politica come la storia, la violenza, l’oppressione come il femminismo. A Londra, nelle Artists Rooms della Tate Modern, un progetto di Zoe Whitley (fino al 7 luglio) mette in moto riflessione e discussione del pubblico, cominciando da Good and Evil, il buono e il cattivo, per finire con gli Inflammatory essays, incandescenti testi fatti di cento parole messe insieme a descrivere storie esagerate, grottesche, sardoniche, eccessive e spiazzanti.

 

TESTI AL NEON IN MOVIMENTO PROIETTATI
SULLE INSTALLAZIONI TRASFORMANO LO
SPAZIO E TOCCANO TEMI CONTROVERSI

 

Myriam Zerbi

 

ARTIST ROOMS
JENNY HOLZER
TATE MODERN
LONDRA
A CURA DI
ZOE WHITLEY

 

 

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